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  • Bologna Violenta: Uno Bianca

    Woodworm / audioglobe

    Data di uscita: 24-02-2014

    Loudvision:
    Lettori:

Un insegnante di storia che ti dice che i partigiani erano dei terroristi e che in Afghanistan i talebani non ci stanno… beh, non ti sta insegnando la realtà dei fatti manco p’u cazz.

Laddove il sistema educativo fallisce, ecco sollevarsi una voce direttamente dal panorama musicale underground italico.
È Nicola Manzan, carico dell’angosciosità di quegli anni tetri in cui la banda della Uno Bianca operava. Indiscriminatamente.
Le ombre della cronaca si muovono sotto forma di noise puro, in cui l’incisività e la violenza (giustificata) del metal impartisce agli innesti orchestrali un odi et amo incessante, che se non vi viene l’ansia allora andatevi a curare.
La minuzia dei particolari e l’adesione alla verità storica fanno sì che “Uno Bianca” si meriti un posto di rilievo nelle vostre case.

Questo concept album del poliedrico artista trevigiano dimostra che molto spesso non servono semplici parole per descrivere, raccontare e tramandare ciò che è stato sotto lo sguardo di troppi. Basta la compulsività dei suoni campionati, di quella campana che rintocca fredda, degli archi che scaldano freneticamente la brevità dei pezzi, eccezion fatta per i quattro minuti abbondanti di “4 gennaio 1991 – Bologna: attacco pattuglia Carabinieri”.

La chiusura dell’album raggiunge l’apice della tragedia umana, rimestata dal violino solista.
Siamo di fronte all’unico “timido omicidio”, come direbbe Pavese.
Rintocco di campana.

Pro

Contro

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