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Bol&Snah: Live Report al Druso Circus (BG)

A distanza di un anno dalla fortunata mini tournée nostrana, lo scorso fine settimana, i Bol&Snah sono tornati a calcare i palchi italiani.

PordenoneBologna e Bergamo le città scelte per ospitare il quartetto norvegese reduce dalla pubblicazione dei nuovi singoli “Sidewalks” e “Reality” e impegnato alla lavorazione del nuovo disco, la cui uscita è prevista per la primavera del 2015.

Abbiamo avuto modo di chiacchierare con loro nelle scorse settimane (leggi qui l’intervista), rimanendo intrigati dalla possibilità di vederli finalmente in azione.

Ecco la sintesi di una serata speciale, accompagnata dalle loro note.

Sono da poco passate le 22 quando sabato 8 novembre facciamo il nostro ingresso al Druso Circus, locale intimo e ben curato alle porte di Bergamo, lasciandoci alle spalle traffico intenso e pioggia battente.

L’atmosfera retrò e soffusa è scaldata ulteriormente dalle note di alcuni clip musicali, trasmessi a rotazione, volti a promuovere le serate del locale. Scegliamo, non a caso, un paio di poltroncine dietro al palco, accanto ad un vecchio pianoforte: poco più in là si trova la scala d’accesso al backstage e possiamo vedere tutto ciò che accade in tempo reale. Dopo una mezz’oretta scarsa, ecco spuntare i Monte Neroformazione rock bergamasca, a cui è affidato il compito di aprire la serata. La band, impegnata nella promozione dell’ep autoprodotto Chrome, decide di puntare su un rock senza fronzoli, con echi stoner, dal grande impatto sonoro. Per tutta la durata dell’esibizione, il pubblico è sinceramente coinvolto e partecipe e, personalmente, non vediamo l’ora di rivedere la band in una serata tutta per sé.

Dopo un breve cambio palco, fanno il loro ingresso Tone Åse, Ståle Storløkken, Tor Haugerud e Hans Magnus “Snah” Ryan, ovvero Bol&Snah! Rendere la loro esibizione a parole è veramente un’impresa difficile, perché non si può cogliere appieno quella meravigliosa alchimia che anima ogni membro della band ed è in grado di trasformare quattro individui distinti, in un’unica voce omogenea.

Bol&Snah non è solo un collettivo, ma una forma vivente. Ce ne rendiamo sempre più conto, mentre la band attacca i primi pezzi. Si parte con “Reality”, singolo estratto dal nuovo ep, dove la voce di Tone Åse sembra cullarci verso mondi lontani, ma dopo un istante, eccola farsi eco e distorsione per introdurre “Numb Number”, brano tratto dall’album omonimo del 2012.

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Come dicevamo poco fa, ogni membro della band è messo in risalto per le sue caratteristiche individuali, senza prevaricare sugli altri. Così le bellissime incursioni e i solo di chitarra di Snah su “Briefing”, non offuscano la bravura alle pelli e i ritmi sincopati di Tor Haugerud su “Asphalt”, né tantomeno i virtuosismi tecnici del tastierista Ståle Storløkken. Nel mentre Miss Åse chiude gli occhi, dondola e ondeggia, persa nei meandri di questo affascinante mondo psichedelico.

Verso la fine del concerto il gruppo dà il meglio di sé lasciandosi andare all’improvvisazione, in una jam se infinita che dilata “Sidewalks” (l’altro singolo estratto dal recente ep), in “You Bird In Me” e “Silver Sun”. Applausi scroscianti segnano il termine dell’esibizione e accompagnano i raggianti Bol&Snah dietro le quinte.

Ritorniamo alla realtà, dopo un’ora e mezza in bilico fra la dimensione onirica e poetica, fra echi jazz e psichedelia. Che meravigliosa creatura, Bol&Snah!

Salutiamo la band norvegese aspettando trepidanti la prossima primavera e desiderando ardentemente il loro ritorno.

 

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