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  • Bongzilla: Gateway

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Delta-9-THC

A distanza di tre anni, dopo l’incredibile “Stash”, ritornano i più grandi bruciati del Wisconsin con il loro celebre motto: “Caricate la bonghe, non le pistole”. Ecco dunque i Bongzilla e il loro sludge-core, pronti a macinare definitivamente quel poco che resta del nostro cervello. Sembrava impossibile per il quartetto mantenere i livelli di “Stash”, ma questo “Gateway” è ancora più cupo e psichedelico del precedente lavoro, lo stoner-rock granitico unito all’indubbia attitudine punk rischierà seriamente di monopolizzare lo stereo durante le bong-session che ci attenderanno. Otto nuovi pezzi, ovviamente al rallentatore (la loro carta vincente), concepiti con i soliti mega-riffoni, una sezione ritmica rilassata, la voce di Muleboy che chiarisce in modo eloquente, nei testi monotematici, quali siano gli effetti del fumo sulle corde vocali; in definitiva l’aggressività si unisce magistralmente alla distensione.
Per quanto riguarda le canzoni, l’omonima “Gateway” risulta la più convincente (un basso tanto distorto non lo si sentiva da tempo), ma non sono da meno “Sunshine Green” con Magma, batterista mago dei piatti a dar spettacolo, la marcia da guerra “666lb. Bongsession” con le sue molecole psicoattive di blues, e la strumentale “Trinity” con familiari rumori di acqua in ebollizzione di sottofondo (Cypress Hill?).
Alla fine un album-capolavoro, totale e definitivo, i Bongzilla rasentano la perfezione, lanciandosi così nell’Olimpo dello stoner-rock. Nient’altro da dire, munitevi di ciò che sapete, chiamate a raccolta gli amici più fidati, caricate con avidità il vostro strumento preferito e lasciate che dalle casse le onde sonore si spargano nel corpo.

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