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  • Boozoo Bajou: Grains

    Boozoo Bajou

    Data di uscita: 03-03-2009

    Loudvision:
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L’incarnazione del lounge

Di solito il termine lounge viene usato per definire tutta la musica che accompagnerebbe bene una serata in un locale fighetto. Impiegato quasi sempre in modo sprezzante, spesso nasconde musica jazz, soul ed elettronica creativa e sostanziale. Ma non c’è un altro termine per definire il duo tedesco Boozoo Bajou, incarnazione della musica lounge nel suo significato peggiore. È difficile immaginare dove si potrebbe ascoltare “Grains” se non in un locale pieno di cocktail costosi e divani in pelle.

Mentre nel loro lavoro precedente era più preminente l’influenza del dub e del reggae, generi in cui si trovano chiaramente più a loro agio, tali richiami sono qui assenti. Su “Grains” i due provano ad esplorare la musica folk ma i risultati sono per lo più inanimati e poco originali.
“Flickers” è una canzone tranquilla, cantata senza fiato, alla maniera di Vikter Duplaix o di Steve Spacek, ma completamente priva di emozione. “Sign” è più in levare, ma non meno derivativa. “Kinder Ohne Strom” accenna una melodia interessante, ma non riesce mai a trovarla.

Tutti i pezzi sono accompagnati da una produzione laboriosa e monotona.
Due canzoni spiccano, però. La sognante “Same Sun” e la contemplativa “Messengers” (entrambe con la voce delicata della neofita Rumer), che si allontano dal tedio del resto, anche se, con il loro ibrido folk-elettronica, sembrano scarti dell’ ultimo album della Cinematic Orchestra.

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