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  • Bored Nothing : Bored Nothing

    Bored Nothing

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Fergus Miller aka “fo tutto io, tranquilli”

Premessa: se siete persone con l’autostima sotto le scarpe tanto da scoraggiarvi al solo pensiero che mio fratello di anni cinque possa sapere le tabelline meglio di voi non continuate con questa lettura.

Bored Nothing, a sentire il disco omonimo, parrebbe un gruppo composto almeno almeno da quattro elementi; invece poi si scopre che non è più di un ragazzetto ventiduenne venuto da Melbourne, polistrumentista e bravissimo, sebbene abbia meno braccia di Vishnu.
Ciò che propone, con quel suo fare un po’ da nerdino sociopatico, sono quattordici brani di indie lo-fi dalle radici anni ’90 nutrite a suon di grunge (ma senza suicidi).
Se questo disco fosse uscito una ventina d’anni fa, insomma, avrebbe avuto applausometri alle stelle.

Fergus Miller ha un cervello di dimensioni enormi o comunque sa come usarlo. Si sentono riecheggiare i Pavement, i Modest Mouse, anche qualcosina di My Bloody Valentine e- perché no- degli Smashing Pumpkins (ascoltando e riascoltando).
Bell’idea, davvero, ma in un ambiente troppo asettico e ripetitivo (alcuni riff e arrangiamenti sembrano tornare man mano) l’insieme cade rovinosamente sulla soglia della sufficienza.
Vishnu non applaude con tutte le mani.

Pro

Contro

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