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  • Bq:Ram: Unspoken

    Bq:Ram

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Mo’ better electro

Andrea Cecutti e Alessandro Rotter sono due musicisti dal curriculum tanto esteso quanto variegato. Ciò che hanno in comune è l’attività come DJ, ma il loro background è complementare: il primo nasce dall’ hip-hop e dall’elettronica analogica, mentre il secondo predilige sonorità digitali di stampo house e breakbeat.

Il loro disco d’esordio come duo è tuttavia un animale di tutt’altra razza, poiché il terreno comune da cui muovono è quello del jazz e del funk: troviamo quindi una solida struttura di beat elettronici che si fonde con contributi acustici che spaziano dal sax al pianoforte, dalle percussioni alla chitarra. A questo proposito stupiscono l’estrema pulizia produttiva e il senso armonico perfettamente disciplinato nonostante la complessità dei materiali. Si avverte una certa vicinanza con i vecchi lavori di Prefuse 73 (quelli meno sovraccarichi e più riusciti) e uno stile melodico da Jaga Jazzist portatili, all’interno del quale spiccano fraseggi di basso che talvolta ricordano lo Squarepusher della parentesi fusion.

I tratti che contraddistinguono maggiormente “Unspoken” sono l’elevatissima compattezza, il senso della misura e un’attenzione ai dettagli che, se è comprensibile data l’esperienza dei musicisti, appare decisamente sopra la media se lo si considera come un esordio a tutti gli effetti.
Sebbene i brani siano avvolgenti e immediati, si ha a volte la sensazione che i Bq:Ram abbiano esercitato fin troppo controllo su loro stessi: rimane la curiosità di sapere cosa potrebbero produrre se si lanciassero a briglia sciolta, se si concedessero qualche spigolo; probabilmente ciò comporterebbe il rischio di una maggiore difficoltà d’ascolto, ma non sarebbe certo più temibile del trovarsi in bilico sull’orlo del puro chill-out.

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