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  • Brainstorm: On The Spur Of The Moment

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Attivi dal 1989, i Brainstorm giungono al nono album con la missione di risollevarsi da uno scivolone che ha nome e cognome: “Memorial Roots”.

Come la pallina viene lanciata nella roulette, alla ricerca di un numero vincente, allo stesso modo la band teutonica rilascia i nuovi dieci brani, sperando che funzioni. Perché la proposta non muta: power melodic metal granitico ma privo di spunto, soprattutto nelle tracce più speed, quelle del power più inquadrato. Ottima la performance del singer Andy B. Franck, potente e fosco come si conviene.

L’album compendia il saliscendi di 20 anni di carriera: momenti d’estasi e rintocchi di assoluto anonimato dividono lo stesso appartamento.

Prova interlocutoria per i Brainstorm, interpreti di un sound affidabile ma un po’ piatto. Solo l’opener si eleva al di sopra della media, seguito da quei brani, come “My Own Hell”, che hanno una struttura più articolata e trame meno prevedibili. Laddove invece la band tedesca fa sfoggio del power più classico, l’alta velocità si appiattisce su una ritmica troppo lineare e costruzioni melodiche ripetitive e banali.

Pro

Contro

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