Home > Recensioni > Brett Anderson: Black Rainbows

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Glam-pop? Naah… Rock!

Chi è Brett Anderson? L’uomo con l’armadio più stracolmo di camicie in lamé ed elegantissimi pantaloni grigi, come se dovesse andare ogni giorno a un matrimonio. O, se volete, è il frontman dei Suede. O, ancora, è un cantautore al suo quarto album solista.

“Black Rainbows ” si distingue dai tre lavori precedenti per uno spirito improvvisato, nato da jam session con una band al completo. Dieci brani che si ascoltano senza (o quasi) skippare mai. Mica niente. Mr. Eleganza ha senza dubbio scelto i suoi strumenti: innanzitutto, la chitarra elettrica, che spinge, graffia, tira calci; e poi, la voce: Brett è padrone di questo suo meraviglioso strumento e sa come dosarlo per trarne grinta, passione, cuore e poi tornare a tessere atmosfere romantiche e rime baciate tipicamente andersoniane. Questo disco non farà forse gridare al genio, ma fa comunque gridare a un Brett che prova a cambiare e continua a mettersi in gioco.

Caro Brett, sei da ammirare. Perché, alla faccia di chi, come noi, finora non ha accolto con troppo entusiasmo le tue produzioni da solista, hai comunque continuato a fare quello che sentivi tuo in quel momento e sei arrivato a offrire, oggi, dei suoni interessanti, che provano tutta la tua abilità di comunicatore ed artista.
Però, ti vorrei chiedere: che hai messo a fare la traccia 3, “Crash About To Happen”? Un pop che, ahimè, entra da un orecchio ed esce dall’altro. Anche se la tua bellissima voce, invece, resta.

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Contro

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