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  • Broken Melody: Mirroring Identities

    Broken Melody

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Aiò Galapagos!

Ci sono creature di varia natura in quel recinto chiamato “Mirror Identities”, album di difficile catalogazione, vista la sua armoniosa complessità. Muovendosi sulla direttrice dell’heavy classic, il sound deraglia sui territori di un power non troppo esasperato. Proprio la sezione ritmica è la carta giocata per il potenziamento dell’aggressività, cui fa da contraltare una spiccata tendenza melodica, ravvisabile soprattutto nella timbrica del singer, sicuramente più a suo agio in atmosfere rock che heavy.
L’utilizzo del growl di fianco al clean sottolinea i due cuori del concept, mescolanza di elementi virili con sonorità che, passando per l’hard rock, scollinano sino a giungere alle porte dell’Aor.

Ottime le porzioni strumentali, buone le qualità individuali, i Broken Melody dimostrano di avere già una certa maturità compositiva, che va ben oltre i loro 4 anni di vita. La cifra stilistica racconta di una indubbia personalità, espressa in un ventaglio di generi eseguiti con padronanza. Ciò che può essere migliorata è la qualità del suono. In più, il gridato non sempre è apparso opportuno.

Pro

Contro

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