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Bruno Belissimo: il nuovo album track by track [ESCLUSIVA]

Mercoledì 20 aprile uscirà  il 20 aprile per l’etichetta Locale Internazionale, il primo omonimo full-lenght di Bruno Belissimo, Dj/Producer e polistrumentista italo-canadese. Nell’attesa vi proponiamo un focus sul disco, per scoprirne brano per brano la sua essenza.

Bruno Belissimo, attivo come membro dei Low Frequency Club e come collaboratore di vari artisti italiani e internazionali, inizia a lavorare a questo disco nel corso dell’ultimo anno e mezzo. Prima in giro per l’Italia (in tour come bassista di Colapesce), poi in giro per il mondo (Parigi, Medio Oriente, Berlino, Londra e Cile), l’artista trova un attimo di “pausa” per rielaborare il materiale raccolto nel modo più spontaneo possibile. La regola è “non pensare molto”, ma lasciare che tutto venisse da solo (regola questa valida per tutto il concept: dai suoni, agli arrangiamenti fino alla scelta della copertina e del titolo del disco… semplicemente Bruno Belissimo).

 

TRACK BY TRACK by Bruno Belissimo

El Origen de Todo
Originariamente concepito per essere un intro di pochi secondi è diventato poi un pezzo vero e proprio perchè mi son lasciato prendere la mano. La voce è presa da un intervista a Patricio Guzman, regista Cileno del documentario “Nostalgia de La Luz”, uno dei film che più mi ha colpito negli ultimi anni. Non vi dico di cosa parla, preferisco invitarvi a vederlo. Dico solo che mi piaceva l’idea di iniziare il disco con una riflessione sul tema “passato-presente-futuro”.

La Violenza
La Violenza nasce pensando a quel sano odio che nutro ogni volta che accendo il computer. E’ il mio modo di commentare la comunicazione in quest’epoca storica: “ La violenza, solo la violenza paga”, che importa se non lo penso veramente? La voce è presa da “I Guerrieri dell’anno 2072” di Lucio Fulci, tra l’altro la colonna sonora di questo film, firmata dal mitico Riz Ortolani, è super.

Pastafari
Quando ho letto la storia dei Pastafariani sono impazzito. Nutro un profondo rispetto per loro e quel velato humour che hanno. Che poi non si sa se è humour o no.. in entrambi i casi è tutto stupendo. Come quei due tizi che hanno ottenuto il permesso di usare nei documenti ufficiali la foto con il proprio copricapo religioso: uno scolapasta. Non voglio scherzare su niente, solo sdrammatizzare un argomento, la religione, che ha sempre dato un bel po’ di problemi.03_ErminandoAliaj

Esercizio 21
Per chi suona uno strumento, nel mio caso il basso, e si è sempre divertito ad approfondirne lo studio di sicuro si è imbattuto in libri di ogni tipo, alcuni molto noiosi e tecnici, altri più musicali e godibili. Il giro di basso di questo pezzo è preso dall’esercizio numero 21 di un metodo di lettura a prima vista di linee di basso stile Motown.

French Riviera
Immaginatevi l’atmosfera posh di Nizza o Saint-Tropez, il paesaggio stupendo della Costa Azzurra ma anche la vitalità e il fascino delle grandi città portuali come Marsiglia. Ecco dimenticatevi tutto e mettetevi in un bel hotel all-inclusive magari a Cannes, una sorta di carcere di lusso dove girare video per spiegare ai vostri amici quanto bella è la French Riviera anche se non state vedendo niente di tutto ciò. La voce è di una ragazza canadese.

Suavecito
Suavecito vuol dire effemminato in spagnolo. L’espressione mi piace molto e ho cominciato ad usarla abbastanza comunemente, finchè un giorno un amico mi ha fatto notare che in un vecchio pezzo di Pamela Prati (“Menealo”) nel ritornello dice proprio “Suavecito”! Era un dovere morale campionarlo.. Nella traccia c’è anche la voce di Paula, la mia ragazza, che fa degli apprezzamenti sulla canzone.

La Violenza (Cease-Fire)
Questo è uno skit dove ho ripreso lo stesso beat della seconda traccia ma ho cambiato la linea melodica dando un senso di un “cessate il fuoco”.

5000 Anni Luce
E’ sicuramente il pezzo più sperimentale del disco. Su una base un po’ tribale che ho registrato con un surdo, un tamburo di origini brasiliane ma diffuso un in tutto il Sud America, ho tagliato la voce delirante di questo ragazzo indiano che spiega la sua personale interpretazione di un particolare bassorilievo trovato sulla facciata di un tempio non so dove. Mi piaceva molto il suo accento e l’enfasi con cui pronunciava alcune parole, così ho preso il suo monologo e l’ho tagliuzzato in modo da dargli un significato ancora più delirante di come era originariamente. Ho riso molto. Anche perchè la canzone suona un po’ drammatica ma lui dice delle stronzate notevoli.

El Fin de Todo
Questo pezzo è nato grazie all’idea di Gaetano (il sassofonista) di registrare varie tracce di sax una sopra l’altra ma senza mai ascoltare quelle già incise. L’effetto è questa avvolgente melodia apparentemente senza un tempo.. Il pezzo si risolve con una chiusura in maggiore che suona un po’ come dire “tutto si è risolto bene!”.

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