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    Brunori Sas

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Volume 2

In questo “Vol 2: Poveri Cristi”, Brunori sposta la propria attenzione sulle sfighe della vita. Con il lessico cui già ci aveva abituati con il suo “Volume 1″, ovvero senza mai lasciare la mano di Rino Gaetano, ma con una maggiore contaminazione sonora e musicale, lasciando più spazio ai suoni del folklore e del rock degli anni ’60.

Qui la leggerezza non è mai superficialità e la profondità non è mai un peso. E i racconti che più si fanno apprezzare sono quelli in cui musica e testi compenetrano e in cui la dinamicità e la sperimentalità – per quel che sperimentale oggi può voler dire – la fanno da padrona. Come ad esempio in “Rosa” o “Animal Colletti”. Gli arrangiamenti e la capacità comunicativa ci mettono il resto.

Se non siete allergici al cantautore italiano, dall’aria un po’ alternativa e intelletuale, allora “Vol 2: Poveri Cristi” è un disco che vale la pena di ascoltare. Per la sua sincerità e per la sua onestà. Perché è semplice ed efficace, e non si vuole spacciare per qualcosa che non è.

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Contro

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