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Bud Spencer Blues Explosion: Oltre il blues…

Dopo l’uscita del loro album live “A Fuoco Lento” Adriano e Cesare sono partiti per un lungo tour che li ha portati in tutta Italia.
Li abbiamo raggiunti prima della data brianzola dell’8 settembre alla Festa Democratica di Lecco, Monza e Brianza.

Ciao ragazzi, benvenuti su LoudVision!
Vi intervistiamo per la prima volta in occasione del Festa Democratica di Lecco, Monza e Brianza che vi vedrà protagonisti nella serata dell’8 settembre.
La festa sarà dedicata quest’anno alle celebrazioni per il 150° anniversario dell’unità d’Italia.
Per voi si tratta di un’altra data del vostro tour iniziato dopo l’uscita di “A Fuoco Lento”. Come sono andate le numerose date che avete fatto fino ad oggi?

Il tour sta andando benissimo perché ci sta dando l’opportunità di suonare tanto e di confrontarci ogni volta con un pubblico diverso. Stiamo facendo molta esperienza sui palchi italiani e stiamo crescendo facendo tesoro di ciò che abbiamo imparato in queste date.
Viviamo questo tour come una sorta di banco di prova, di palestra e siamo molto soddisfatti dei risultati che abbiamo ottenuto.
Suonando così tanto il pubblico che ci segue è sempre più numeroso e questo ci da molta soddisfazione. È bello poter osservare un maggiore coinvolgimento da parte del pubblico, soprattutto per una band che come noi non punta alle sonorità pop o alle grandi masse.

L’esibizione dal vivo è sicuramente la parte più importante e stimolante del vostro lavoro, è per questo che avete deciso di registrare “A Fuoco Lento” che è appunto un album live?
Fare un album live era un’esigenza per noi. Quando suoniamo cerchiamo di farlo con il cuore e con la testa e quando suoniamo dal vivo è come se chiudessimo gli occhi e ci lasciassimo andare. Quindi la nostra esigenza era di mettere su disco quello che succede in un live senza il filtro degli arrangiamenti o del lavoro di studio.

“A Fuoco Lento” l’avete registrato al famoso Circolo degli Artisti di Roma. Avete giocato in casa quindi e in una location alla quale vi sentite molto legati…
Si, il Circolo degli Artisti è un po’ casa nostra perché è dove abbiamo iniziato a suonare insieme e dove abbiamo fatto le prime esperienze collaborando con diversi artisti come gruppo spalla.
Vederlo pieno di gente che era lì per noi è stata una grande emozione.
Siamo rimasti molto soddisfatti della performance che è venuta fuori in quella particolare occasione.

A maggio siete partiti con il tour ed avete fatto tantissime date. Nella vostra scaletta ci sono i vostri brani ma anche diverse cover. Quel’è la cover che più vi piace suonare dal vivo?
Sicuramente la cover alla quale siamo più legati è quella di “Hey Boy Hey Girl” dei Chemical Brothers. In queste ultime date però ci è piaciuto molto suonare la cover di “Killing In The Name” dei Rage Against The Machine. La nostra interpretazione del pezzo è molto blues. La potete ascoltare in “A Fuoco Lento”.

La vostra cover di “Hey Boy Hey Girl” ha riscosso molto successo. Come mai avete scelto proprio quel brano?
Ci piace molto collegare stili che sono molto diversi tra loro. In quel caso non volevamo fare il classico cross-over quindi abbiamo cercato di entrare nel linguaggio della musica elettronica.
Diciamo che abbiamo usato lo stesso linguaggio ma a modo nostro.
Stavamo facendo una jam session e mi sono venute in mente le parole della canzone dei Chemical Brothers… È stata una cosa molto spontanea.

Durante le vostre esibizioni improvvisate molto e non avete paura a lasciarvi andare in lunghi assoli, come il vero stile blues insegna…
Si, perché questo è il nostro modo di suonare. Suonare non vuol dire far vedere che sei bravo e che hai fatto una bella canzone. Per noi suonare vuol dire sfogarsi… Chiudere gli occhi e tirare fuori tutto quello che hai dentro. Non vogliamo lasciarci condizionare o mettere qualche paletto.
Fortunatamente questo nostro modo di fare musica piace…(ride, ndr)
[PAGEBREAK] Quali sono gli artisti con i quali siete cresciuti e che pensate possano avervi ispirato maggiormente?
I Bud Spencer Blues Explosion sono nati quando, nel 2004, al ritorno da un viaggio negli USA,
volevamo formare un duo blues. Avevo ascoltato dal vivo i The Black Keys e devo dire che ci hanno influenzato molto nelle prime fasi di questo progetto.
Successivamente abbiamo contaminato la nostra musica con tutto ciò che ascoltiamo: dal rock degli anni ’60 alla psichedelia, dal grunge all’hardcore ad esempio.

Cosa state ascoltando in questo momento?
Adriano: Io sto ascoltando molto i Biffy Clyro, una sorta di Foo Fighters europei con un suono molto potente.
Cesare: Sto ascoltando diverse cose ma nulla che mi colpisca. Forse il primo disco dei Television, “Marquee Moon”. Ho ascoltato alcuni brani che mi sono piaciuti molto.
Devo dire che in tour passiamo molto tempo in auto quindi abbiamo la possibilità di ascoltare tanta musica.

Adriano, da chitarrista ti chiedo: qual è la tua strumentazione? Quali effetti usi per creare il tuo sound?
In questo tour sto usando due chitarre semi acustiche piuttosto economiche e con un suono abbastanza scuro. Come effetti sto usando un octaver, un fuzz, un overdrive ed ultimamente anche un delay. Uno dei due amplificatori che uso è fatto artigianalmente da un ragazzo di Treviglio.

Nel 2009 avete fatto piccolo tour negli USA e prima ancora avete suonato in Polonia. Che riscontri avete avuto all’estero?
Suonare all’estero ci è servito molto, non tanto per i riscontri quanto per l’esperienza che abbiamo fatto. Le date sono andate bene ed è stato molto bello ma ciò che ci è stato più utile è stato conoscere nuove realtà, confrontarsi con altre band. Abbiamo conosciuto tanti altri giovani musicisti come noi, ci siamo confrontati con loro e ci siamo scambiati alcune idee. Questa è stata la cosa più significativa della nostra esperienza all’estero.

Da alcune indiscrezioni sappiamo che state lavorando anche ad un nuovo album. Potete svelarci qualche cosa?
Si chiamerà “Do It” e dovrebbe uscire a novembre. Sarà prodotto dalla stessa etichetta dei precedenti dischi ma questa volta lo abbiamo registrato noi stessi.
Sarà un disco completamente “suonabile” dal vivo e che porteremo in tour dopo novembre.

Mentre aspettiamo l’uscita di questo vostro nuovo lavoro, a noi milanesi, non resta che darvi appuntamento l’8 settembre alla Festa Democratica.

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