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Bugo: La vera rivoluzione parte dalle emozioni [INTERVISTA]

Tra i personaggi più interessanti della kermesse canora di quest’anno. Cantautore di grande fascino e profonda intelligenza emotiva, abbiamo incontrato Bugo nel backstage del Primo Maggio di Roma e attraverso alcune domande l’abbiamo conosciuto meglio.

Ciao Bugo, com’è questo Primo Maggio?
Bello, perché ci sono io! (un sorriso burlone si apre sul suo volto). Bello, bello davvero E’ la prima volta che salgo sul Palco del Primo Maggio e mi sento molto bene. E’ organizzato in maniera eccellente. I complimenti vanno a tutti quelli che ci lavorano.

Cosa ti ha spinto a partecipare? Quale messaggio hai portato sul palco?

Sicuramente la possibilità di portare la mia musica a più gente possibile. La mia musica tende sempre, o almeno mi auguro, a dare una certa carica alla gente. Qui ho la possibilità di dare a chi mi conosce e anche a chi non mi conosce un po’ della mia energia. Il mio messaggio è proprio quello di non perdere mai l’energia e quindi le emozioni.
Può sembrare banale, ma è facile farsi schiacciare dalle delusioni e dalle difficoltà quotidiane, specialmente legate al nostro lavoro, al vostro lavoro. Vale anche per chi non lavora nella musica. Bisogna sempre cercare di non perdere la speranza e soprattutto di non essere invidiosi.

Quale sarebbe la formula perfetta secondo Bugo per una società migliore?

La mia teoria è molto semplice: non guardare il prossimo, prima sistema te stesso. Parti prima da te, dalla tua rivoluzione interiore e poi, insieme alla società cercare di migliorare le cose. Questo è ciò che faccio da cantante. Tutte le rivoluzioni partono dall’individuo. Le cose che non ci piacciono siamo bravi a vederle, saltano subito all’occhio e di certo non è dicendo a qualcuno: “Cambia”, che risolvi il problema. Nessuno cambia per volontà altrui. Parti da te stesso così potrai indirizzare anche gli altri verso il cambiamento.

Serve non farsi coinvolgere dal male. Dalla malizia. Dal giudizio verso il prossimo. Bisognerebbe, anche se è difficile mantenere una purezza, o forse una lucidità. Partire dalle emozioni. Forse iniziare a rivolgere sorrisi all’altro.

Quindi Bugo, la declinazione di lavoro, inteso anche come il lavoro sulla propria interiorità?

Si. Politica, pensioni, problemi…sappiamo già tutto no? Da artista credo che si debba partire dall’emotività e da un messaggio propositivo. Lo so, sembra un po’ utopico, ma sarebbe bello se per tutti i miei colleghi valesse questo principio… non smettere di sognare. Sembra qualcosa al limite della banalità, ma la vita è banalità e dobbiamo rieducarci a capire le cose semplici, perché le cose semplici sono sempre le migliori.

Un’ultima domanda riguardo ai lavoratori dello spettacolo; non sarebbe stato bello portare sul palco del Primo Maggio anche i problemi di questo tipo di lavoro?

Entriamo in un argomento che non conosco in maniera approfondita,  però è molto importante. In Francia, ad esempio, sono parecchio attivi in questo senso. Sarebbe una cosa bella e importante da fare. Di certo, non posso farla io da solo come cantante, ma è un bel messaggio da portare avanti.

Quello che intanto posso fare è ringraziare tutti i tecnici che lavorano per far si che un evento del genere si realizzi. Anzi, partiamo da prima, dai ragazzi che hanno montato questo palco. Non so se lo leggeranno…ma di certo il mio grazie va a loro.

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