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Buio

Pochi gruppi riescono ancora oggi a dividere l’opinione degli amanti del genere nella misura in cui l’hanno fatto i Brainbombs. I detrattori li definiscono ripetitivi, noiosi ed attaccano la violenza e la misantropia in cui galleggiano i loro testi; i fan hanno invece dato vita ad un vero e proprio culto musicale, ritenendoli l’unico gruppo capace di dare forma all’angoscia che segna gli anni a cavallo tra il vecchio ed il nuovo millennio. Su un fatto è però impossibile non convenire: poche band sono riuscite a mantenere intatta una matrice stilistica per un lasso di tempo così lungo come hanno fatto i Brainbombs.

Potete quindi immaginare lo sgomento di molti nel venire a conoscenza della nascita del nuovo gruppo di due dei membri fondanti dell’ensemble di Hudiksvall: lo scorso anno Drajan Bryngelsson e Dan Raberg hanno congiunto gli sforzi per dare vita ai No Balls, progetto che ha subito partorito un LP ed un 7”. Il timore per la scomparsa di uno dei gruppi più importanti del noise e della sua leggenda ormai quasi trentennale è stato presto messo in disparte, per lasciare il posto all’attenzione destata dal nuovo esperimento.

“Come Clean”, primo LP dei No Balls mette subito in chiaro come a sottendere il progetto non sia la volontà di voltare pagina, ma quella di portare avanti una precisa linea stilistica e qualitativa: non c’è l’intenzione di recedere di un passo né il tentativo di conformarsi ad alcuna moda o tendenza. Gli inesorabili loop, le grida distorte, le note di sassofono che squarciano un tessuto musicale già abbondantemente dilaniato da potenti scariche elettriche, sono rimasti intatti col passare degli anni. Un fatto è diventato chiaro: il noise degli svedesi non è semplice gusto per la sovversione dei canoni, non è voglia di spiazzare, stupire o infastidire. È l’unica via per esternare quella che prima di una visione della musica è una visione del mondo.

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