Home > Recensioni > Bullet For My Valentine: The Poison

I cattivi ragazzi dal “core” tenero

Nativi del Galles, ovvero di quello stesso semenzaio da cui provengono anche Lost Prophets e Funeral For A Friend, i Bullet For My Valentine dichiarano d’esser cresciuti a pane, Metallica ed Iron Maiden… e state pur certi che si sente. “The Poison” è, infatti, una miscela esplosiva di duro metal, ma dal ‘core’ (hard ed emo) tenero. Principalmente, tracce di classic thrash ed heavy, il primo alla sessione ritmica, il secondo a determinare la natura degli assoli di chitarra; melodic death, più in generale, alle spalle della scelta delle tonalità e delle linee soliste; ed ancora, una melodicità nu a rendere i brani d’immediata memorizzazione; infine, le parti vocali, che vengono giocate sull’alternanza di momenti di cattiveria scream ad aggressività pulita, comunque graffiante. Pezzi compatti e ben strutturati, convincenti anche quando si tratta di ballate dalla forte componente acustica, come nel caso di “All These Things I Hate (Revolve Around Me)”, a dimostrazione di come il quartetto riesca a destreggiarsi in maniera quantomeno soddisfacente un po’ dappertutto. Personalmente, ritengo così alta ambizione segnale d’una certa immaturità: un lavoro un po’ troppo pretenzioso, e che nel lungo termine sembra non sapere bene dove voglia andare a parare. Capacità e sentimento ci sono entrambi: certamente un buon punto di partenza, ma c’è ancora incertezza riguardo la meta, lo scopo.

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