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Buon compleanno Dub!

Se è vero – com’è vero – che la musica napoletana vanta avi nobili e generosi, non dev’essere semplice entrare tra i rami del sempreverde albero genealogico dell’immensa famiglia. Non è semplice farlo distaccandosi dalla classicità, fatta anch’essa di incontri di terre e venti, dialetti e profumi.

Sul calare degli anni Ottanta gli Almamegretta provano a portare all’ombra del Vesuvio i suoni di città nuove, dove il panorama non è il mare, ma la sagoma delle fabbriche fumanti. Ecco dunque il trip hop che incontra la musica araba e il reggae. Ecco suoni nuovi. Nuovi all’intero Stivale.

Ciò che ne è seguito è storia ben nota. Un susseguirsi di successi e collaborazioni. Dai Massive Attack a Giulietta Sacco. Dai videoclip di Tarsem Singh ai documentari musicali di John Turturro, passando per la camera di Pappi Corsicato.

Dunque, se ogni occasione è buona per festeggiare, la band ne ha una d’eccezione e meritatissima: “1991-2011: venti anni di dub!”.

Per la ricorrenza torna sul palco Gennaro Della Volpe – aka Raiz – e si gioca un cambio di voce tra lui e Mr. Coleman, da due anni ugola italo-americana del gruppo partenopeo. La cornice del Maschio Angioino è solo uno dei pretesti per non mancare alla serata. Solo uno dei motivi per restarci male a sapere che si è arrivati tardi e alle transenne c’è la polizia che dice ‘non puoi entrare!’.

Un sold out meritato e convincente, a cominciare dalle generazioni diverse presenti sotto il palco. Fasce d’età differenti che confermano il successo di una sperimentazione apprezzata e necessaria, di un sound gradevole anche il 9 agosto in città.

Raiz è l’ospite indiscusso che tutti attendono, nostalgici e non. La voce graffiante e riconoscibilissima che prende vita da un corpo tutto mediterraneo ha conquistato fin da subito. E per la ventesima candelina non poteva mancare.

La serata è un susseguirsi di vecchio e nuovo. Di note conosciute e ritmi che rinfrescano l’aria. Si cantano a squarciagola i successi d’annata e i brani più recenti sono antipasti da stuzzicare prima della sazietà col titolo di “Sanacore” o “Nun Te Scurdà”. Niente di nuovo sotto il cielo: le reunion difficilmente commuovono; piuttosto rendono prepotenti le orecchie meno esigenti, abituate ed innamorate del disco che hanno consumato in macchina, o nello stereo di casa. Per un amore, o per un momento.

Se al San Paolo – presto terreno fertile per una sorpresa di nome Champions League – ci saranno sempre cori dedicati al Pibe de Oro, sotto qualunque palco napoletano gli Almamegretta saranno e continueranno ad essere il gruppo di Raiz.

Napoli è nostalgica, anche stasera.

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