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  • Burn Down Rome: Devotion

    Burn Down Rome

    Data di uscita: 01-01-2008

    Loudvision:
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Amaro in bocca

Iniziamo con una cattiva notizia, dicendo che i londinesi Burn Down Rome si sono sciolti in quest’ultimo mese: i numerosi messaggi di cordoglio sul loro space non lasciano molto adito a dubbi. R.I.P. è quindi la frase d’ordine tra i fan del gruppo e, dopo aver ascoltato il loro nuovo lavoro, “Devotion”, c’è da ammettere che un po’ di amaro in bocca rimane.

I ragazzi, sulla breccia del panorama post-core ormai da diversi anni, han sempre cercato nel loro lavoro di puntare su sonorità decisamente più oblique rispetto alla maggior parte dei gruppi all’opera negli ultimi anni. Meno pop più Refused, con il risultato di guadagnare il rispetto di alcuni degli ascoltatori più esigenti. “Devotion”, il disco-testamento, presenta proprio l’intelligente intreccio di un sound tradizionale ad una sottile vena britannica, che dà luogo ad un lieve spaesamento uditivo. Le chitarre, che alternano senza soluzione di continuità melodie in arpeggio a passaggi più elettrici, si muovono su linee di batteria nervose ed irregolari, mostrando sì parecchia aggressività, ma cum grano salis.

Il limite del gruppo sembra esser quello di non aver saputo portare avanti le migliori idee proposte, estremizzare i propri contenuti, impedendo di poter parlare di “ricerca”. Sarebbe bastata solo una scintilla di follia a far saltare la miccia e a regalarci un disco praticamente perfetto, anche se, va detto, ci sarebbe di che essere felici ad avere più spesso prodotti di questo tipo.

L’augurio dopo lo scioglimento del quartetto è che qualcuno possa prender spunto dal lavoro dei BDR e, perché no, superarli.
C’è davvero bisogno di aria nuova qui intorno.

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