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  • Burning Point: Empyre

    Burning Point

    Data di uscita: 23-02-2009

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I Signori degli Anelli

Fuoco, nebbia e un omino incappucciato. L’aspetto grafico di “Empyre”, quarto album in studio dei Burning Point, è da “Signore degli Anelli”: una fiamma in primo piano come l’occhio di Sauron, quartier generale del male. In questo microcosmo popolato da elfi, maghi e orchi, Pete Ahonen si trova a proprio agio. Il suo aspetto da personaggio epico-fantastico lascia arguire che i colpi di riff vadano di moda anche nelle realtà parallele.

Il nuovo disco della band finlandese è figlio di una evoluzione, si badi bene, non di un cambiamento. Il power-metal che li ha fatti conoscere ed apprezzare in passato non è stato accantonato, ma ha perso l’originario monopolio. A contendergli la scena, tracce del più classico heavy, e perfino una chitarra acustica a far da guastatrice tra suoni più cruenti. Monocromatiche esperienze nazionali: le fatture nordeuropee stanno alla melodia come quelle centrocontinentali stanno (ormai da decenni) alla ruvida possanza.
Il platter si apre con una versione cingolata de “Il Padrino”. Ad essa fa seguito un’alternanza di brani dai succitati accenti, ben strutturati e prodotti, ivi compresa l’emozionante ballad “Was It Me”.

Quando si guardano troppo le stelle anche le stelle cominciano ad essere insignificanti“.
Consapevoli di questo processo, i Burning Point decidono di evitare che l’ascolto possa svilirsi nel solco dell’abitudine e si evolvono. Una scelta che nasconde un certo rischio, ma allo stesso tempo denota il coraggio di seguire fino in fondo il progresso della propria natura artistica.

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