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Burst: Rinascere prima di diventare cenere

Abbiamo imparato ad apprezzare i Burst per la loro vena creativa, per la loro abilità nell’interpretare con freschezza e originalità un genere che non è esattamente fresco e originale. “Lazarus Bird” è una grosso passo, se non una vera e propria rivoluzione, nel suono della band: ne parliamo con Jonas Rydberg (chitarra) che ci mostra la sua visione del gruppo e alcuni interessanti retroscena.

“Lazarus Bird” è appena uscito, mostra un grosso cambiamento nella vostra direzione musicale, possiamo dire che sia un album più difficile da comprendere velocemente e in pieno, specie se confrontato con “Prey On Life” e “Origo”. Pensi che il pubblico riuscirà a capirlo?
Inizialmente ero dubbioso, abbiamo scritto intenzionalmente un album più impegnativo questa volta. Giudicando dai responsi che abbiamo ricevuto fino ad oggi, comunque, il pubblico sembra più entusiasta che mai, ed è una cosa eccezionale! Pensavo che saremmo finiti per dividere il pubblico in due zone, da una parte quelli che cercavano di comprendere “Lazarus Bird” e dall’altra quelli che non lo avrebbero nemmeno considerato, continuando ad ascoltare i vecchi album. Non è stato così!

“Lazarus Bird” è ovviamente il risultato di un lungo e faticoso lavoro di gruppo, è stato un naturale scorrere di idee o avete pensato che ci fossero delle ceneri da “Origo” dalle quali la fenice avrebbe dovuto rinascere?
Già all’inizio del processo di scrittura abbiamo deciso che volevamo fare qualcosa che fosse diverso dai lavori precedenti. Ci sembrava che “Origo” fosse la fine di una certa era della band, che avessimo bisogno di provare qualcosa di diverso per rimanere freschi e concentrati. Di sicuro ci sono alcune parti di “Origo” che suggerivano il percorso che abbiamo seguito, ma allo stesso tempo è stato un feeling davvero liberatorio poter lasciare tutto questo alle spalle e iniziare a lavorare ad un nuovo tipo di idee.

Possiamo descrivere la vostra musica come un misto di post-hc ed emo-core (alcuni dei peggiori nomi di etichette che esistano!) ma non limitata a questo. Nel nostro giudizio, il vero valore aggiunto della vostra musica è il fatto di espandere i territori del metal, coniugandoli al futuro rimanendo sia heavy che metal, senza per questo suonare vecchi. Qual è il valore aggiunto che trovi nella tua musica, la cosa che te la fa suonare in giro per il mondo e che ti fa trascorrere una vita nello studio di registrazione?
Il valore per me risiede nel fatto che celebriamo tutta la musica che amiamo. In un certo senso, il gruppo è un modo di dare qualcosa indietro per tutti i momenti meravigliosi che ho passato ascoltando la musica. È una specie di risposta a tutto quello che ascolto. È questo quello che amo di più dei Burst, in qualche modo abbiamo raggiunto un punto nel quale possiamo inserire qualsiasi cosa che vogliamo nella nostra formula e ancora sentire il tipico sound Burst! Altre bande nelle quali suono o ho suonato in passato hanno sempre avuto un campo molto più stretto nel quale muoversi, mentre i Burst possono prendere e utilizzare qualsiasi cosa.

Amiamo il vostro suono aspro e i vostri soffici pezzi acustici. La produzione e un lavoro intenso in studio sono importanti per i Burst? Ce lo aspettiamo anche dall’artwork di “Origo”, che rappresenta manopole di amplificatori e equipaggiamento da studio.
È una situazione davvero estrema per noi essere nello studio di registrazione. Lo amo e lo odio. È un’emozione incredibile sentire finalmente la tua musica aggregarsi e prendere forma, ma allo stesso tempo finiamo sempre per dover lavorare come pazzi per colpa dei limiti di budget. Questa volta è stato assolutamente folle. Non vorrei mai trovarmi di nuovo nella stessa situazione, quando devi registrare tutte le chitarre in due giorni e mezzo – io, Robert e Jesper! So che lo stesso è successo a Patrik che subisce ancora gli strascichi dello stress che ha sopportato. L’unico che aveva un po’ di tempo era Linus, ma per la maggior parte del tempo era ubriaco, come puoi vedere dai nostri episodi sul sito. Penso che tutti noi siamo diventati depressi dopo il lavoro fatto con “Lazarus Bird”. Mi ci sono voluti alcuni mesi prima che potessi riascoltarlo. Ma per fortuna ora posso godermi questi giorni di soddisfazione.

Nonostante tutte le influenze resta sempre una spina dorsale estrema (quella che sentiamo nella voce di Linus, nelle chitarre distorte e nella ritmica di basso e batteria) che è anche la colonna vertebrale di tutti i vostri album. In altre parole, non avete mai sperimentato “così tanto” da distaccarvi dal grembo del metal. Scomettiamo che ascoltate qualsiasi genere musicale, dalla classica al trip-hop, come puoi spiegare queste vostre radici piantate nell’estremo?
È da dove veniamo, basilarmente. Siamo cresciuti ascoltando metal, non elettronica o jazz. Saremo sempre una band hard rock, in qualche senso, anche se facciamo escursioni in altri generi musicali. Anche se la nostra formula è amorfa, c’è un certo limite al tipo di emozioni che vogliamo esprimere con i Burst e questo detta il modo in cui suoniamo più di quanto lo faccia qualsiasi disco che ascoltiamo in qualsiasi momento. Francamente, in questo momento cinque membri della band condividono davvero poco in fatto di gusti musicali, ma siamo dannatamente certi di che cosa debbano suonare i Burst.
[PAGEBREAK] La Relapse oggigiorno è ben rappresentata dalla vostra band, dagli inizi grind l’etichetta è sempre più interessata in gruppi che sapientemente uniscono melodia e brutalità. Alcuni puristi dicono che si è svenduta per diventare mainstream (per quanto lo si possa nel genere…). Altri amano i nuovi gruppi che sta mettendo sotto contratto. Posso capire in qualche modo che il guaio per i puristi è l’orecchiabilità delle vostre canzoni, con chorus da cantare e ponti melodici. Una eredità pop che vivono come un peso. Cosa pensi di queste (indubbiamente assurde) idee? Hai avuto mai problemi di questo o altro tipo con i tuoi fan?
Non mi potrebbe davvero importare meno delle opinioni che le persone possono avere sulla musica della quale faccio parte, posso solo essere completamente sicuro dell’integrità del nostro collettivo. Non sono imbarazzato nello scrivere un chorus catchy o una bellissima melodia, perché sono entrambe parte di me. Qualsiasi individuo che pensa che ci siamo svenduti, o che siamo commerciali o qualsiasi cosa è il benvenuto a discuterne con me, ma finché parliamo di patetici messaggi su Blabbermouth o altro, davvero non potrebbe interessarmi meno.

La Garden of Exile sta per produrre il vostro nuovo album in doppio vinile con un artwork diverso. Quali sono le vostre impressioni riguardo all’esprimere la vostra musica su diversi formati? Il layout grafico è qualcosa al quale date molta importanza? Sappiamo che vi siete affidati a diversi artisti per ogni album, incluso “Aaron Turner” degli Isis.
È la seconda o terza volta che abbiamo preso contatto con la Garden of Exile, ed è sempre un piacere. Hanno molta cura in quello che fanno e sono un gruppo di persone davvero simpatiche. La ragione dell’artwork diverso sul vinile è per il fatto che la Relapse ci ha praticamente preso alle spalle con la copertina del cd: non abbiamo mai approvato quella roba e siamo stati scioccati quando abbiamo scoperto cosa avevano fatto! L’artwork è di grande importanza per noi e siamo davvero felici che “Lazarus Bird” possa essere pubblicato con il suo artwork originale nell’adorabile formato vinile. Riguardo ad Aaron Turner eravamo sul punto di firmare con la Hydra Head (l’etichetta che gestisce Turner -ndr) un milione di anni fa, ma quando la cosa poi non si è fatta, ci è sembrata una cosa interessante fargli fare l’artwork di “Prey On Life”.

Abbiamo letto da qualche parte che non date molta importanza ai testi, che considerate la voce solo come un altro strumento. Pensi che non ci sia un messaggio importante che possa adattarsi alla vostra musica, o semplicemente non vi interessa dare messaggi?
Non sono d’accordo con il fatto che non diamo importanza ai testi (parole di un suo compagno di band -ndr). Al contrario, siamo stati molto attenti alle parole e ai testi su questo album, più di quanto abbiamo mai fatto prima. Per quanto possa andare lontano un messaggio, non sono sicuro che siamo una di quelle band che parlano molto ai propri ascoltatori, è più una questione di accompagnare la musica con le parole che di aumentare l’impatto totale. Io e Jesper lavoriamo sodo per questo, Linus e Robert che ovviamente fanno la parte principale cantando, fanno un incredibile lavoro interpretando i testi.

Il vostro nuovo album è sicuramente il risultato di moltissime influenze, non sappiamo se ve ne siete già accorti ma è facile trovare numerose somiglianze con i Mastodon, vostri compagni di etichetta. Dall’inasprimento del suono all’aumento di complicatezza delle tracce, fino alle atmosfere e i colori di copertina: rosso, blu e giallo. Pensi che ci sia stato un cammino parallelo tra la vostra band ed i Mastodon che vi ha portato a fare scelte simili? È una domanda stupida?
Be’, dopo essere stati a lungo in tour con loro so che condividiamo un sacco di influenze e opinioni sulla musica, ma penso che siamo anche su percorsi molto diversi. Alla fine loro sono molto più una rock band rispetto a noi, che abbiamo invece un approccio più emozionale. Considerando quanto detto prima poi la copertina del cd come la intendevamo all’inizio, che puoi vedere sulla ristampa in vinile, è molto diversa da quello che stanno facendo i Mastodon, per quanto siano belle le loro cover. Non è una domanda stupida, ma non sono d’accordo con te. Se ci avessi paragonato ai Rainbow sarebbe stata una questione diversa.
[PAGEBREAK] Siete degli animali da studio o da palcoscenico? Alcuni preferiscono girare manopole, altri spremere le chitarre dal vivo. Quale delle due opzioni vi rappresenta meglio?
Robert è l’animale da studio, senza dubbio. Gli album non suonerebbero come suonano senza lui che trascura il sonno, spende ore infinite girando manopole dopo che tutti gli altri sono già finiti a terra. Io sono sicuramente più sul lato touring, anche se mi piace lavorare in studio. Mi piace il contatto con la gente, incontrare vecchi amici, vedere cose…

Quali gruppi menzioneresti se ti chiedessi le tue cinque principali influenze musicali?
È una domanda difficile, ne menzionerò qualcuna, senza dare altre spiegazioni. Se l’avessi fatto ieri avrei probabilmente detto altri cinque nomi. In ogni caso:
King Crimson, Pink Floyd, Metallica, Iron Maiden, The Alan Parsons Project.

Come passi il tuo tempo libero, se ne hai? Ascolti la scena odierna di metalcore svedese o piangi il suo glorioso passato?
Non ho relazioni con il metalcore svedese o con qualsiasi altro metalcore. Mi piace leggere libri, disegnare, uscire con gli amici, ascoltare musica. Niente di straordinario. Piango il passare del buon metal, se proprio devo piangere qualcosa.

Il futuro della musica può essere su file mp3 scambiati su internet? Acquisterai sempre i cari vecchi vinili?
Sì, definitivamente! Non possiedo né un computer né alcun mp3, sono un felice appassionato dei formati di vecchio stampo! Non ho niente da criticare a chi usufruisce di tutta questa nuova tecnologia, perché capisco che si tratta di progresso, ma per me ci sono troppi aspetti positivi nel vinile, così tanti che non vedo ragione per abbandonarlo. È più bello, suona meglio, è più economico!

Se mi permetti, ecco la domanda fuori contesto di attualità: Obama o McCain (l’intervista è stata fatta pochi giorni prima delle elezioni -ndr)? I Burst hanno in qualche modo interesse ad esprimersi per questioni sociali o ambientali, o vi piace lasciare la cosa fuori dal gruppo, ad esclusivo appannaggio di ogni singolo membro?
Posso dire tranquillamente che delle due cattive alternative tutti noi nella band voteremmo per Obama senza pensarci un secondo. Detto questo, i Burst non sono una band politica, anche se condividiamo molto politicamente tra membri. Questi argomenti molto raramente saltano fuori nel contesto Burst.

Abbiamo finito Jonas, se vuoi aggiungere qualcosa:
Grazie per l’interesse e per aver fatto buone domande.
A chiunque legge: provate il nostro nuovo album, it’s a kick ass release, penso che vi piacerà! Hail Satan.

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