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Sanremo 2012: C’è Gigi? E la Bertè?

Avranno speso troppo per Celentano. Ci siamo dette. Senza contare il fuori budget per accaparrarsi la premiata coppia Rodriguez-Canalis. E il ticket per la cervicale dell’Impronunciabile sarà mica coperto dalla mutua. E le mazzette per far tacere i cattolici scalpitanti, condannati alla chiusura molleggiata, non li contiamo? Insomma, Mazzi avrà pensato bene di risparmiare qua e là per rimediare alle spese impreviste. Come? Sfruttando al massimo l’eterno ragazzo di provincia Gianni.

Non bastava come conduttore. Per guadagnarsi la pagnotta Morandi ha dovuto sudare sette camicie, indossandone altrettante nelle sue mille vesti: Gianni-medico curante della Ivanka, Gianni-operaio che sposta i sacchi dimenticati sul palco dagli assistenti di scena, Gianni-comico che fa da spalla a Papaleo e ai Soliti Idioti, Gianni-tecnico del suono per un gruppo della categoria giovani, Gianni-Baudo che replica due tormentoni del Pippo sanremese, Gianni-parcondicio nel suo ‘io non ho nulla contro gli omosessuali, ma preferisco il bacio della Belen’.

E i Giovani? Doveva essere la loro serata, ma sono scarsamente pervenuti. Gianni era ovunque, come il fantasma della Ivanka (finalmente apparsa in pubblico e senza collare). Come le polemiche sottese, come il passato glorioso che ritorna nel bacio omo e nel tentativo (stavolta simulato) di chi prova a gettarsi dalla galleria del teatro dei fiori. Pare che le scene ad effetto, in 62 anni di Festival, le abbiano già sperimentate tutte. Non resta che riproporle, come la minestra scaldata dei Matia Bazar.

I Giovani, insomma, andrebbero riascoltati. E soprattutto meriterebbero una sfida più aperta, non questa formula ingrata dall’uno contro uno che mortifica al primo ascolto i pezzi più difficili o quelli più innovativi. Come far competere la lasagna con la pasta e ceci. Va tutto riassaggiato.

Poi come un lampo a ciel sereno arrivano le eliminazioni. Quattro big in meno (per poi ripescarne due domani da portare in finale). Fuori la Fornaciari che nessuno tratteneva dentro, a dire il vero. Fuori i Marlene Kuntz, ma l’eliminazione era il loro destino già segnato. Perché fare i rockettari maledetti se non riesci a sentirti un pesce fuor d’acqua a Sanremo? Fuori la promessa del 2012, quel timidone di Pierdavide Carone che ricorre alla presenza di Lucio Dalla per espiare il suo peccato più grande: scrivere per Scanu In Tutti i Luoghi In Tutti i Laghi. E fuori dalla gara – per il momento – la coppia sulla quale i giocatori d’azzardo hanno scommesso tutto ciò che hanno, il vero motivo che ci tiene incollate al televisore: Gigi D’Alessio e Loredana Bertè. Il pezzo è già un tormentone. Pete Burns guardando la kermesse aveva finalmente trovato un suo simile. Marilyn Manson e Orietta Berti si son detti quasi quasi lo famo strano pure noi. Insomma, tutto filava liscio da quando c’erano loro.

Che ne sarà ora? La seconda puntata ci nega il lieto fine. Ma finché riusciremo a re-re-respirare il nostro tifo si innalzerà per Gigi e Loredana. E domani liberate i telefoni, si parte col televoto.

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