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C’è grossa crisi!

Era dai tempi de “L’Ottavo Nano” che Corrado Guzzanti non faceva un tour. Sembrava che l’editto bulgaro, che aveva bandito la satira (e l’informazione, nella persona di Enzo Biagi) dalla tv, avesse colpito, di riflesso, anche lui.
Da un anno ormai è tornato a calcare i palcoscenici di tutta Italia, per la gioia di centinaia di migliaia di persone che hanno amato i suoi personaggi, e ora hanno l’opportunità di rivederli dal vivo. A grande richiesta, è tornato a Roma per una settimana intera, registrando il sold-out in un teatro, il Granteatro, da più di mille posti.

Uno spettacolo che suona come un “non perdiamoci di vista”, un punto di riferimento, uno sfogo per chi, leggendo i giornali, sbattendo il muso contro le piccole sopraffazioni quotidiane (quelle sì, veramente apartitiche!) si sente avvilito. Ai personaggi storici come Vulvia, Quelo, si affianca la satira politica, e anche una notevole discettazione teologica, nella figura di un improbabile Cardinale fan di Harry Potter.
Ad affiancare il Guzzanti one-man show ci sono Marco Marzocca e un altro esemplare della famiglia Guzzanti, non il capocomico (il ruolo se lo contendono Corrado e il padre Paolo), ma la Guzzanti junior, Caterina, meglio nota come ministro Gelmini da Reggio Calabria.

L’inizio è esilarante, e tragico, a suo modo: Guzzanti-Tremonti su di un trono, vestito come un nobile settecentesco, e sullo sfondo un palazzo sfarzoso. Arriva il paggio-Marzocca che annuncia: “Ministro, fuori c’è un sacco di gente che protesta…” e Tremonti: “Dategli le brioches…” poi il discorso comico si articola fino ad elaborare una teoria valida e plausibile, che afferma quello che molti intellettuali italiani, Giorgio Bocca in primis, sostengono e scrivono da tempo: “Ma perché secondo voi gli italiano votano Berlusconi? Che non lo sanno che i magistrati c’hanno ragione? Sì, che lo sanno! Per questo pensano che Berlusconi è meglio avercelo amico…” A questo punto parte l’applauso, mentre il riso è amaro.
Infine, la perla che scatena la risata generale: ad una voce over (Caterina Guzzanti) che, in un’intervista al “ministro”, osserva: “Ministro, ma la gente non ce la fa ad arrivare a fine mese!” il Tremonti-Guzzanti risponde: “Ahò, e mica è ‘na gara! Ndo’ arivi arivi!”

A seguire, Guzzanti-Bertinotti (ormai esistente soltanto nella sua parodia, viene da pensare) espone una singolare teoria per battere Berlusconi, che prevede la scissione della sinistra in mini-partiti, che a loro volta si scindono in mini mini-partiti… A risollevare il morale di tutti, interviene sul megaschermo il Guzzanti-Di Pietro, in uno sproloquio del non sense casereccio-paesano che non può non far ridere!

Chiusura sotto il segno del revival: il Grande Maestro Quelo che come sempre fatica a sbarcare il lunario, e che addirittura si scopre morto in un incidente d’auto provocato dal vomito della sua “rigazzina” che ha sporcato tutti i vetri… e Vulvia e gli ‘mbuti, gli spingitori di cavalieri, e gli spingitori di spingitori di cavalieri… su Rieducational Channel, ovviamente.

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