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Cabaret canzone a Cosenza

Nella splendida cornice di Cosenza vecchia, tra il duomo patrimonio dell’UNESCO e lo storico caffè Renzelli, il duo Profumo di Zagara ci porta alla scoperta di vizi e virtù dei calabresi.

L’autore/attore Emanuele Gagliardi, accompagnato alla fisarmonica dal maestro Eugenio Turboli, racconta una delle dodici fatiche di Ercole del mondo moderno: l’attraversamento dell’autostrada Salerno – Reggio Calabria! Tra corsie d’emergenza mancanti e lavori in corso paragonabili alla tela di Penelope – fare e disfare la stessa lingua d’asfalto è la regola – il povero viandante può impiegare dalle cinque alle 12 ore per percorrerla tutta, soste in autogrill escluse.

Il tandem si sofferma sugli angoli più nascosti della Calabria, mutando gli accenti da paese a paese, come già aveva fatto Brignano sciorinando i dialetti dell’intero stivale. I brevi affreschi linguistici tratteggiano i borghi che, da costa a costa, si arrampicano sull’altopiano silano, per poi ridiscendere verso lo stretto, il ponte e il grande incubo.

Il viaggio immaginario riporta il duo nella città di Cosenza, con i suoi vicoli carichi di aneddoti e gli scorci, le leggende più suggestive, come quella del re Alarico, e i personaggi tipici del centro storico, in una rassegna di tic e situazioni reali, proprio per questo comiche. Tra le espressioni sugose e l’incisività dialettale, si inseriscono Bernardino Telesio e Giocchino da Fiore, in un’alternanza di dotto e volgare che ha del miracoloso.

Il ritratto innamorato della città bruzia si gioca sul registro della commedia, tra dramma e ironia, come facevano in modo diverso, ma mossi da uguali intenzioni, De André con la sua Genova e il Verdone di borgata.

Lo spettacolo si colloca nel filone del cabaret canzone, presente da sempre nella tradizione italiana, a partire da Gaber, passando per il duo Cochi e Renato, fino ad arrivare a Checco Zalone. Questo filone, ancora poco esplorato, lascia ampio spazio alla sperimentazione. Quella sperimentazione che, tra i vicoli della città vecchia, per una sera ha portato il profumo di Zagara.

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