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    Cadaveric Crematorium

    Data di uscita: 20-04-2008

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Pizza, Mandolino e Cadaveric Crematorium

Avvisiamo i lettori che dopo l’ascolto di “Grindpeace” potranno ritrovarsi a sorridere senza motivi apparenti.

E chi l’avrebbe mai detto?
Sono passati nove anni dalla prima pubblicazione dei bresciani Cadaveric Crematorium.
Il tempo è servito a farsi conoscere, a raffinare lo stile, ma soprattutto a crearsi una cerchia di fan fedeli, pronti a slogarsi il collo a furia di headbanging.
“Grindpeace” non si scosta di molto dai precedenti lavori. Sempre cruento e scanzonato, lo stile è fatto sia da passaggi musicali da combattimento, con le chitarre massicce e distorte, screaming voice piacevolmente fastidiosa ed un sagace growl chiuso e criptico, sia da passaggi ancor più violenti con blast beat e basso corposo.
I testi rimandano vagamente al gore e allo splatter, dove, tra maciullamenti e frattaglie, si delineano sana carneficina e violenza gratuita, entrambe sostenute dalle menti malate della band, pronte a liberare ogni recondita perversione.

Battito cardiaco nullo.
“Biiiip. Applicare gli elettrodi sul torace. Inserire il connettore degli elettrodi vicino alla spia lampeggiante. Analisi del ritmo cardiaco in corso. Non toccare il paziente. Scarica consigliata. Carica in corso. Allontanarsi dal paziente.
Effettuare la scarica… adesso!”

Dopo una scossa mortale l’ascoltatore viene annientato dalla potenza sonora di “Necropolis”, ritmi rutilanti per approdare ad un momento soft dove il sound viene troncato e diventa malleabile e delicato… ma solo per pochi istanti.
Dopo essersi persi ci si ritrova davanti alla traccia più geniale dell’intero lavoro, “Nessun Muoia”, inno (e forse omaggio) ad una più celebre “Nessun Dorma”:
All’alba ucciderò!
Del resto la spensierata genialità dei Cadaveric Crematorium sta nell’ironia che li distingue da altre band. Sanno spezzare le ossa senza pietà scagliandosi addosso all’ascoltatore, ma lo sanno anche intrattenere con simpatici siparietti, che, se da un lato rendono più facile l’ascolto, dall’altro prevengono eventuali cali d’attenzione.
E come non citare “BBQ” e “Big Show”, episodi che ben rappresentano la caleidoscopica “atmosfera sanguinaria con brio” dell’intero lavoro.
Certo, si potrebbe analizzare l’album canzone per canzone, ma sarebbe inutile: l’unico modo per percepirne la totale esaltazione è ascoltarle.
Una scarica dopo l’altra, e il cd si consuma.
Tempo di cambiare gli elettrodi del defibrillatore e premere ancora una volta il tasto Play.

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