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  • Camouflage: Live In Dresden

    Camouflage

    Data di uscita: 26-01-2009

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La finzione del Camouflage

Con la musica synthpop degli anni ottanta tornata di moda, si può capire la decisione di pubblicare una raccolta del gruppo tedesco Camouflage. Ma anche se il momento è giusto, questo lancio – un CD e due DVD, con tutti i loro videoclip e un documentario di un’ora – è difficile da digerire.

Il CD – come il primo dei due DVD – presenta un concerto del 2006 al Reithalle di Dresda. I primi minuti sono promettenti, ma poi Marcus Meyn, il cantante del gruppo, si fa sentire. E diventa, più o meno per tutto il resto del set, la ragione principale per trascurare i Camouflage.

La produzione è poco originale ma funziona: melodie molto accattivanti e ritmi che fanno ballare. E se i Camouflage si accontentassero di essere solo un gruppo di pop leggero, non ci sarebbero problemi. Ma questo è un gruppo che si prende molto sul serio: canzoni come “Dreaming” e “Strangers Thoughts” contengono parole pretenziose ma così banali che, quando cantate con la sincerità affettata di Meyn, diventano ridicole. Guardatevi particolarmente dalla versione live quasi spaventosa di “Neighbours” che appare nel documentario, in cui Meyn prova ad affrontare l’apartheid sudafricana mentre balla.

Quando accettano il fatto di non essere dei grandi parolieri, le canzoni sono più divertenti. “Love Is A Shield” e “We Are Lovers”, in questo senso, sono tra i momenti migliori dell’album. Sfortunatamente attimi come questi scarseggiano.

Il synthpop degli anni ottanta influenza la musica adesso più che mai – dal dance al rock all’hip hop – ma quello dei Camouflage è comunque davvero datato. “Live In Dresden” è un ascolto lungo e pesante.

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