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  • Camp Lion: La Teoria Di Romero

    Camp Lion

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Hollywood Monsters

I Camp Lion possono vantare una delle copertine più belle di sempre e, inoltre, vanno in giro travestiti da zombie. Non a caso, il loro album di debutto, si intitola “La Teoria Di Romero”, che non è poco. Sono trentini e cantano in italiano su trame powerpop, più pop che punk, spiccatamente britanniche. È come se gli Idlewild incontrassero gli Electric Soft Parade per una birra e decidessero di privarli di tutta l’elettronica.

Serratissime strutture verse-chorus-bridge, ritornelli orecchiabili, oltre a un approccio anticonsumistico che vorrebbe ricalcare quello del primo Romero.

Più che la critica al consumismo (che pure ricorre, e sono frequenti le immagini di televisori, vetrine, slogan) è l’intimismo a dominare. Non che sia un male, per carità, i testi dei Camp Lion sono scritti con una certa maturità. L’album è ben arrangiato, le ballate sono tutte piazzate al punto giusto, tanto che ci si aspetterebbe qualcosa di più che un mero album di genere. I Camp Lion non riescono a superare l’ostacolo. Speriamo nella prossima volta.

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