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  • Canaan: The Unsaid Words

    Canaan

    Data di uscita: 01-04-2006

    Loudvision:
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Perdizione in ambient(e)

La vita morde forte alle spalle/e quando sorride/fa soltanto del male. Inganna, confonde, poi ti mente/accarezza poi disprezza/cancella tutto quando vuole/senza darti una risposta/senza darti un’altra volta…“: questo, lo spirito degl’italianissimi Canaan, col cui “A Calling To Weakness”, ormai nel 2002, mi persi nei più angolizzati sentieri dell’anima, tenendolo per mano nel timor panico di smarrirmi. Lo dissi già allora: al descrivere, preferiscono l’evocare; a cosiddetti ‘brani’, momenti atmosferici. Il linguaggio musicale attraverso cui comunicano il consapevolmente inevitabile appassire fisico e psicologico, è un ambient intenso e dilatato, che spesso mutando in straziante doom dall’incedere trascinato (in una vita annichilente), dura l’eternità del più viscerale dolore. “Nothing. Never. Nowhere”, ovvero la dimensione in cui una patetica e disillusa voce maschile muove passi assorti nel nulla. O forse, in un tutto che si preferirebbe dimenticare. Accenni di note, indizi di pena che si perdono in eco amplificate di pensieri distorti, ovattati, lontani. “The Unsaid Words” suona disperatamente dark, desolante non meno che desolato; complesso tanto quanto l’intera gamma delle tonalità tra la totale assenza di colore, ed il più introiettato del grigio umidore. Una sensazione raggelante, il perverso fascino del voler annegare proprio in quel mondo, da cui sembra ci stiano mettendo in guardia. Raccoglietevi silenziosi in lacrime e sospiri.

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