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Cannes 2014, aspettando Grace di Monaco

«Grace Kelly (1929-82) è una delle icone più rappresentative della nostra epoca: la sua rapida ma effimera ascesa verso la fama hollywoodiana, la sua bellezza ultraterrena, il suo matrimonio da fiaba e il forte impatto che la sua figura di principessa ha avuto sullo stile e sulla moda sono tasselli di una vita che ci sembra appartenere al mito e alla leggenda.

Una vita che però è stata una delle più documentate del ventesimo secolo: a Grace Kelly sono state scattate tantissime fotografie e lei stessa ci ha lasciato lettere di grande fascino e filmini di famiglia girati personalmente.

Ne emerge un ritratto di donna capace di creare e gestire la propria immagine, consapevole del ruolo iconico che ricopriva come celebrità, stella del cinema e principessa di Monaco».

Con queste parole i curatori del TIFF presentavano poco più di due anni fa la mostra “Grace Kelly: From Movie Star to Princess“, prodotta dal Grimaldi Forum e basata su un’esposizione del Victoria e Albert Museum di Londra.

Una personalità di straordinario fascino, quella di Grace Kelly, che va oltre i confini della cinefilia. Un’icona, appunto. Che ha ispirato mostre (a fine 2013 un’altra in Pennsylvania, “From Philadelphia to Monaco: Grace Kelly Beyond the Icon“), biografie, libri fotografici.

Così non stupisce che infine anche il cinema abbia voluto far rivivere sullo schermo l’indimenticabile Grace: il film biografico diretto da Olivier Dahan, “Grace di Monaco“, aprirà questa sera fuori concorso la 67esima edizione del Festival di Cannes. Nei panni della protagonista, una delle dive del nostro tempo: Nicole Kidman.

A fianco a lei vedremo Tim Roth nei panni del principe Ranieri di Monaco, sposato da Grace nel 1956 (il matrimonio mise fine alla sua carriera d’attrice); e poi Roger Ashton-Griffiths (Alfred Hitchcock, che consegnò Grace Kelly all’eternità con i ruoli in “Delitto perfetto”, “La finestra sul cortile” e “Caccia al ladro”), Paz Vega (Maria Callas), Robert Lindsey (Aristotele Onassis).

“Grace di Monaco” non è però un progetto fortunato: si parla da mesi degli scontri tra il regista e Harvey Weinstein, che con la sua Miramax dovrebbe distribuire il film negli Stati Uniti.Dovrebbe, perché “Grace” – che da domani sarà già nelle sale italiane con Lucky Red e in molti altri paesi europei – non ha ancora una data di uscita sicura sul territorio americano.

Weinstein sembra tuttora insoddisfatto della versione voluta da Dahan – che peraltro non è nuovo ai biopic, era suo anche “La vie en rose” su Edith Piaf con Marion Cotillard – e in un comunicato stampa diffuso prima dell’inizio del festival, la Miramax sorvolava su “Grace”, puntando tutto su “The Disappearence of Eleanor Rigby” di Ned Benson (con Jessica Chastain e James McAvoy, ad Un Certain Regard).

Anche dal Principato di Monaco non arrivano segni di incoraggiamento: la famiglia Grimaldi non sarà presente a Cannes per la proiezione ufficiale e già l’anno scorso, quando il film era ancora in lavorazione, si era espressa in modo negativo: “Grace of Monaco” rappresenterebbe solo una pagina «riscritta con inutili innesti di glamour», piena di «inesattezze storiche» e elementi di «pura fiction». Nulla di strano, in fondo, visto che parliamo di un semplice film.

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