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Cannes 2014, il nuovo film dei fratelli Dardenne

Per i fratelli Jean-Pierre e Luc Dardenne, due volte Palma d’Oro con “Rosetta” (1999) e “L’enfant” (2005), questa è la quinta volta al Festival di Cannes: oggi presentano in concorso “Deux jours, une nuit“, interpretato da Marion Cotillard e Fabrizio Rongione (qui la nostra recensione).

Marion Cotillard è Sandra, una donna che rischia di perdere il lavoro e cerca il sostegno dei propri colleghi. Arriverà la Palma d’Oro?
Amo interpretare ruoli complessi e sono profondamente toccata da chi sopravvive, da chi ce la fa nonostante tutto. Ho imparato e imparo molto esplorando l’interiorità dei personaggi come Sandra. Con Jean-Pierre e Luc abbiamo dedicato un lungo periodo alle prove, prima di iniziare le riprese: è importante per trovare il giusto ritmo con gli altri attori, come in una danza. Come attrice non ho comunque un metodo fisso: do le chiavi ai personaggi e lascio che siano loro a guidarmi. Per quanto riguarda la competizione qui a Cannes, confesso di non preoccuparmi granché dei premi. Forse è un modo per difendermi. Se arrivano, naturalmente ne sono felice. Grazie all’Oscar (vinto per “La vie en rose”, ndr.) ho avuto la possibilità di prendere parte a tanti progetti interessanti.

“Deux jours, une nuit” parla della crisi economica, di solidarietà, di valori.
Luc: La solidarietà non è mai qualcosa di dato a prori, ma va faticosamente cercata e costruita, come fa Sandra nel film. Penso piuttosto che la solidarietà sia un impegno morale, una decisione consapevole.
Jean-Pierre: Sì, pensando anche al finale della storia, per noi era fondamentale mostrare come Sandra, pur non essendo una militante, riesca a cambiare le cose.

Come avete incontrato Marion?
Luc: Sul set di “Un sapore di ruggine e ossa” di Jacques Audiard, che ci vedeva impegnati come produttori. Non ci sono stati dubbi, volevamo assolutamente lavorare con lei. Sappiamo che è una star, un’icona, e non vogliamo negare questa sua immagine. Ma è anche un’attrice eccezionale e, soprattutto, voleva davvero diventare la nostra Sandra.

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