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  • Cannes 2015 — Inside Out

    Diretto da Pete Docter

    Data di uscita: 16-09-2015

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Squillino le trombe e rullino i tamburi, qui c’è un annuncio importante da fare: la Pixar è tornata! Dopo i mezzi passi falsi degli ultimi sequel che avevano leggermente appannato la luce della lampada da scrivania saltellante più famosa del mondo, con “Inside Out” — oggi in anteprima fuori concorso al Festival di Cannes 2015 — lo studio capitanato da John Lasseter sforna un lungometraggio semplicemente sensazionale, che non sfigura al paragone di capolavori precedenti del calibro di “Monsters & Co.”, “WALL•E” e “Up” (per me le tre stelle più brillanti nel pur ricchissimo firmamento).

Il ritorno alla regia solitaria di Pete Docter contribuisce di sicuro alla riuscita di questo viaggio folle e insieme estremamente logico all’interno del luogo più oscuro e misterioso che esista: il cervello umano. Il passaggio a Cannes è stato accolto dalla stampa con l’ovazione più assordante che mi sia capitato di sentire.

Nel Quartier Cerebrale situato nella testa della piccola Riley, fin dalla sua nascita, risiedono cinque creaturine responsabili delle emozioni principali: Gioia, Tristezza, Disgusto, Collera e Paura. Quando Riley ha 11 anni, la sua famiglia si trasferisce dal Minnesota a San Francisco, e il drastico cambio di casa, amicizie e atmosfera porterà uno scombussolamento anche tra i nostri cinque piccoli eroi, che dovranno faticare molto per riportare l’ordine e metabolizzare il trauma più grande di tutti: il passaggio dall’infanzia all’adolescenza.

Non si può davvero dire altro per spiegare il fantasmagorico svolgimento di questa ora e mezza travolgente, che passa in frwtta facendo provare a noi spettatori una miriade di emozioni diverse (e non possiamo non pensare alle creaturine in azione nel NOSTRO cervello, impegnate a smistare e catalogare la miriade di stimoli che c’investono dallo schermo). Mi piacerebbe essere un ragazzino che impara e gestire e riconoscere i propri impulsi guardando questo film, ma allo stesso tempo sono felice di essere un adulto in grado di godere appieno della miriade di citazioni disseminate lungo il percorso (c’è perfino un rimando a “Chinatown” di Roman Polanski): è questa la magia principale del 15esimo film Pixar, dare un senso ancora più ampio e stratificato alla categoria PER TUTTI.

Ci sono delle isole che accentrano e coordinano le passioni e i sentimenti nella testa di Riley bambina: c’è quella della Famiglia, quella dell’Onestà, quella della Follia. La distruzione di alcune di queste porterà all’edificazione di tantissime altre: quella dei Vampiri Romantici, quella delle Boy Band (“Questa è soltanto passeggera”) …

E quando giungiamo nella Fabbrica dei Sogni, come potrà mai essere rappresentata secondo voi? Ma naturalmente con un set cinematografico, dove il divo che tutti vogliono incontrare e fotografare è sua maestà l’unicorno. Mi fermo qua, faccio solo un paio di esempi per darvi l’idea del piacere assoluto che vi aspetta durante la visione. Andateci con tutta la famiglia quando uscirà (in Italia il 16 settembre), dal nonno al nipotino, si divertiranno tutti come matti. E, mai come questa volta, NON uscite durante i titoli di coda.

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