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Cannes 2015 — Nanni Moretti al Festival con Mia Madre

Nanni Moretti presenta oggi, sabato 16 maggio, in concorso al Festival di Cannes 2015 il suo nuovo film “Mia madre“, che in Italia è uscito il mese scorso (qui la nostra recensione).

La protagonista è Margherita (Margherita Buy), nei panni di una regista cinematografica che sta affrontando con difficoltà la malattia dell’anaziana madre (Giulia Lazzarini). Al suo fianco c’è il fratello Giovanni (Nanni Moretti).

«È un film su ciò che resta tra noi, i vivi, delle persone che muoiono – spiega Nanni Moretti – E poi c’è l’intreccio dei vari livelli narrativi: la realtà, i sogni, i ricordi, le fantasie. Il tempo del film è il tempo dello stato emotivo di Margherita, nel quale tutto convive nello stesso momento e tutto ha la stessa urgenza».

I film italiani in concorso a Cannes quest’anno sono tre: “Mia madre”, “Il Racconto dei Racconti” di Matteo Garrone e “La Giovinezza” di Paolo Sorrentino

È solo una serie di episodi fortunati, non vuol dire che improvvisamente nel cinema italiano sia cambiato tutto: sono singole iniziative di singoli registi, singoli produttori. In Italia continua ad esserci un’attenzione distratta nei confronti del cinema, sia dal punto di vista industriale che artistico.

In “Mia madre” c’è qualcosa di nuovo rispetto ai film precedenti?

Non ho sforato di tantissimo il budget (sorride, ndr). Per il resto, non so fare il critico dei miei film, non so dire cosa ci sia di nuovo e cosa invece sia frutto del mio lavoro passato. Se un po’ sono cambiato, è perché sono cambiato come persona. Non si tratta insomma di una maturazione professionale, ma personale. Se è possibile cambiare, in una sola vita.

“Mia madre” è un film che fa piangere e ridere

Due aspetti che sono sempre stati presenti nei miei film, non è una strategia studiata a tavolino. È il mio modo di raccontare la vita.

Nel film si ragiona su quale sia il compito del cinema

Come il personaggio di Margherita nel film, ora io risponderò ma penserò ad altro. Ciò che penso veramente ve lo dirò più tardi, al bar (ride, ndr). Credo che il compito del cinema sia fare buoni film, possibilmente innovativi, non qualcosa che ci faccia pensare «ah carino, ma l’ho già visto trecento volte». Non penso che per fare buoni film esistano argomenti di serie A e di serie B, qualunque argomento può condurro a un brutto film o viceversa a un buon film.

Il personaggio di Margherita

Sono stato molto severo con quel personaggio. E non ho mai pensato che potesse essere un personaggio maschile, fin dall’inizio ho immaginato una protagonista femminile. C’è molto di me in Margherita, mentre Giovanni è la persona che vorrei essere. Lei ha la spigolosità e il senso di inadeguatezza che spesso ho dato a dei personaggi maschili: Margherita non è un personaggio accudente, accogliente, piuttosto un personaggio che fa fatica, che sta sempre da un’altra parte rispetto a quello che sta facendo. Io e Margherita, però, siamo due registi molto diversi. Il film che la vediamo girare però non è un film che io girerei.

La colonna sonora, composta esclusivasmente da brani pre-esistenti

Mi capita a volte di decidere durante il montaggio di usare solo musica già esistente, come in questo caso. Mi era già successo in “Aprile” e per l’episodio “In vespa” di “Caro Diario”. Non so spiegare perché, non riesco a teorizzare sulle mie scelte. Ma ero certo di non volere musica composta appositamente per “Mia madre”.

John Turturro per la prima volta in un film di Nanni Moretti

Amo lavorare con attori che sono anche registi, proprio come John. In più lui ha un rapporto profondo con l’Italia: aveva già lavorato nel nostro Paese, ha girato un bellissimo documentario sulla musica napoletana, “Passione”… Ha capito benissimo il personaggio, aggiungendo più di una volta qualcosa di suo.

J. Turturro: Ho trovato la sceneggiatura molto ben scritta, mi ha commosso. È stata una sfida, ma mi sono sentito anche molto libero come interprete. È stata una splendida esperienza per me, come persona, lavorare con Nanni e Margherita. Conosco Nanni da diversi Nanni, ci siamo incontrati proprio qui a Cannes.

Giulia Lazzarini e il rapporto sul set con Nanni Moretti

In Nanni ho trovato un amico. Sono felice di aver fatto parte di questo progetto, in un ruolo che mi ha legato a lui anche dal punto di vista emotivo. Attraverso il mio personaggio ho capito lui, ho capito sua madre. Nanni non ha mai forzato nulla in me come attrice: sapeva cosa voleva ottenere e mi ha sempre diretto con dolcezza. Io vengo dal teatro, sono abituata a metodi diversi, ma sono felice di aver sperimentato qualcosa di nuovo.

Foto: Festival di Cannes

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