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Cannes 2015 — Paolo Sorrentino presenta Youth – La Giovinezza

Terzo film italiano in concorso al Festival di Cannes 2015: Paolo Sorrentino presenta oggi, mercoledì 20 maggio in contemporanea con l’uscita nei cinema italiani, il suo nuovo film “Youth – La giovinezza“.

Lo accompagna sulla Croisette il cast internazionale: Michael Caine, Harvey Keitel, Rachel Weisz, Jane Fonda, Paul Dano e Madalina Ghenea.

La fotografia è a cura del fedele Luca Bigazzi: «Ci conosciamo da talmente tanti anni che ormai sul set parliamo d’altro. È questo ormai il nostro metodo di lavoro e mi sembra funzioni bene», spiega Sorrentino.

“Youth – La giovinezza” è la storia di due anziani amici, Fred (Michael Caine) e Mick (Harvey Keitel), che trascorrono insieme un periodo di vacanza sulle Alpi. Fred è un compositore e direttore d’orchestra in pensione, Mick un regista ancora in attività.

Perché, a dispetto del titolo, un film sulla vecchiaia? «È l’unico soggetto possibile – dice Sorrentino – l’unica cosa che realmente ci interessa come esseri umani, almeno per me: lo scorrere del tempo. Vedo il futuro come una grande occasione di libertà, e la libertà è un sentimento che appartiene in modo naturale alla giovinezza. “Youth” è un film ottimista, girato forse per esorcizzare certe paure che tutti abbiamo. Il titolo del film si riferisce proprio a questo, al rapporto che abbiamo con l’essere giovani anche quando non lo si è più anagraficamente».

Un film al maschile? «Non credo, in realtà il film ruota attorno a un’assenza, quella della moglie di Fred. In questo senso, il femminile è prevalente».

Ma “Youth” è anche un film che parla d’arte: «La musica e il cinema sono forme di bellezza destinate a rinnovarsi, ma mai a scomparire. Ho reso il protagonista un direttore d’orchestra perché è un lavoro che mi affascina, tutto basato su gesti che io non sono in grado di decifrare», osserva Sorrentino.

Michael Caine scherza sul suo ritorno al Festival: «Sono già stato a Cannes nel 1966 con “Alfie” di Lewis Gilbert. “Alfie” vinse un premio, ma io no. Quindi non sono più tornato da allora (ride, ndr). Ma al di là dei premi, sono felicissimo di essere qui oggi: Paolo è uno dei più grandi registi al mondo, e l’intero cast di “Youth” è straordinario. Fare film è la stessa cosa ovunque, non c’è differenza dal punto di vista professionale. Solo, a Hollywood prendi più soldi. Perciò quando scegli di andare all’estero, come in questo caso, è perché credi davvero nel progetto».

E cosa vuol dire raggiungere un’età nella quale si interpretano solo personaggi anziani? «Beh, l’alternativa, alla mia età, sarebbe solo interpretare personaggi morti», risponde saggiamente Michael Caine.

Sulle lodi a Sorrentino gli fa eco Harvey Keitel, che racconta di essere stato molto colpito da “Il Divo” e “La grande bellezza”, «sono film che raccontano le difficoltà e il dolore dell’esistenza».

“Youth”, svela infine Paolo Sorrentino, è dedicato a Francesco Rosi per «due motivi molto semplici: Rosi è un punto riferimento per tanti registi italiani ma anche stranieri, Martin Scorsese ad esempio lo cita continuamente. E poi gli devo l’idea alla base del film: ero a cena da lui quando cominciò a parlare con un suo vecchio amico di una ragazza che avevano conosciuto da giovani. Proprio quel racconto mi ha ispirato nella scrittura della sceneggiatura».

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