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Cannes 2015, pronostici e speranze aspettando il palmarès

Il Festival di Cannes 2015 giunge alla conclusione, e tra qualche ora verranno assegnati i premi, stoppando definitivamente la ridda di previsioni, pronostici, speranze più o meno fondate e tifo da stadio.

Giochiamo anche noi quindi, e cerchiamo di entrare nella testa dei fratelli Coen e degli altri giurati per capire cosa potrebbe averli spinti a scegliere un film piuttosto che un altro, se ci sono state votazioni “pure” oppure il tutto va bilanciato politicamente e geograficamente accontentando i tre grandi poli di questo concorso: la Francia, l’Italia e l’Oriente.

Andando a rileggere l’articolo dei pronostici dell’anno scorso, molte delle mie previsioni si sono rivelate azzeccate: ho beccato il Gran Premio ad Alice Rohrwacher, il miglior attore a Timothy Spall, avevo persino invitato i giurati a premiare insieme Xavier Dolan (quest’anno in giuria) e Jean-Luc Godard, cosa puntualmente avvenuta.

Se volete quindi correre alla Snai prima delle 19 siete avvisati.

Iniziamo dal dire che la folta pattuglia francese (cinque film) non potrà assolutamente uscire a mani vuote. E allora almeno auspichiamo i premi ai più meritevoli, “Dheepan” di Jacques Audiard e “La loi du marché’” di Stéphane Brizé. Difficile che il miglior attore non esca da questi due film, col grande favorito Vincent Lindon che metterebbe davvero tutti d’accordo.

Brizé può aspirare anche alla miglior sceneggiatura, che è davvero il premio più difficile da indovinare (anche perché manca uno script davvero forte e nettamente superiore a tutti gli altri). Nanni Moretti e i suoi co-sceneggiatori potrebbero riceverlo, nel caso “Mia madre” non riesca ad essere premiato nelle categorie più importanti.

E passiamo quindi all’Italia. Moretti è il jolly che può prendere tutto, dalla Palma a, appunto, la sceneggiatura. Potrebbe anche essere premiata Margherita Buy, ma solo ed esclusivamente in caso di Palma d’Oro a “Carol” di Todd Haynes, perché altrimenti difficile che la migliore attrice non sia Cate Blanchett, magari in coppia con Rooney Mara (a Cannes si può). La scelta più bella, per me, sarebbe un premio collettivo al cast femminile del film del film di Kore-eda, “Our Little Sister”.

Carol

Rooney Mara, Todd Haynes e Cate Blanchett – “Carol”

Matteo Garrone con “Il Racconto dei Racconti” molto probabilmente rimarrà a bocca asciutta, a meno di menzioni tecniche che comunque riteniamo improbabili.

E veniamo a Paolo Sorrentino, in concorso con “Youth – La Giovinezza“: il suo cinema, è cosa nota, ai Coen piace molto. Il mio pronostico (non il mio cuore) gli assegna un Premio della giuria, più o meno Gran, o anche un premio collettivo alla coppia Michael Caine-Harvey Keitel.

Diamo uno sguardo alla pattuglia orientale, quella dalla qualità complessiva più alta. La mia Palma andrebbe senza dubbio a “Mountains May Depart” di Jia Zhang-ke, un film quasi perfetto, nel suo essere festivaliero e al contempo estremamente popolare in potenza. Tecnicamente, invece, “The Assassin” di Hou Hsiao-hsien è inarrivabile, regia o menzione per la fotografia premierebbero il merito. Di Kore-ed Hirokazu abbiamo già detto, ma potrebbe rientrare in gioco anche per la sceneggiatura (difficile comunque).

Chiudiamo con due film che si staccano nettamente dagli altri nelle valutazioni e nei commenti di stampa e semplici appassionati: il già citato “Carol” di Todd Haynes e “Son of Saul” di László Nemes. Buoni per tutti i premi, Palma, regia, interpretazioni … Qualunque premio fuori dai film citati sarebbe un insulto all’intelligenza.

Non ho volutamente inserito il mio apprezzatissimo “Sicario” di Denis Villeneuve, perché sono uno dei pochi ad amarlo, ma c’è una forte presenza americana in giuria, chissà… Criticamente, la vivrei quasi come una vittoria personale: del resto l’anno scorso nessuno apprezzava e amava “Foxcatcher” di Bennett Miller, che poi vinse meritatamente per la regia.

"Sicario"

Emily Blunt, protagonista di “Sicario”

Ieri intanto sono stati assegnati i premi collaterali, che più di un indizio potrebbero darlo. La critica internazionale premia “Son of Saul”, la giuria ecumenica, invece, “Mia madre” di Moretti. Cosa penserà Nanni del premio assegnatogli dall’associazione di esercenti e cineclub legata al mondo cattolico? Un’ultima barriera abbattuta? O quasi un affronto?

Qui di seguito, la composizione del palmarès che credo uscirà questa sera (e tra parentesi chi invece premierei io). Seguite tutto anche tramite gli aggiornamenti di LoudVision, e buon divertimento.

Palma d’Oro: “Carol” (“Mountains May Depart”)
Gran Premio della Giuria: “Youth – La Giovinezza” (“The Assassin”)
Premio della Giuria: “Dheepan” (“Mia madre”)
Miglior regia: László Nemes (Denis Villeneuve)
Miglior attore: Vincent Lindon per “La loi du marché”
Miglior attrice: Isabelle Huppert per “Valley of Love” o Margherita Buy per “Mia madre” (premio collettivo al cast di Kore-eda)
Miglior sceneggiatura: “Mountains May Depart” (“La loi du marché”)

[Foto in alto: Chopard]
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