Home > Zoom > Cannes 2016 – Uno sguardo alla Selezione Ufficiale

Cannes 2016 – Uno sguardo alla Selezione Ufficiale

Il programma della Selezione Ufficiale della 69esima edizione del Festival di Cannes è stato annunciato questa mattina, nel corso di un’affollata conferenza stampa presieduta dal presidente Pierre Lescure e dal delegato generale Thierry Frémaux.

Dall’11 al 21 maggio prossimi LoudVision sarà ancora una volta sulla Croisette, a darvi conto di un Concorso farcito di grandi nomi, di una batteria di Fuori Concorso come sempre in bilico tra la grande produzione e il piccolo cult, e da Un Certain Regard che si conferma, come sempre, il vero sguardo sul mondo dei selezionatori.

L’Italia, dopo la sbornia dell’anno passato con Moretti, Garrone e Sorrentino, si ritrova ad essere rappresentata dal solo Stefano Mordini nel Certain Regard con “Pericle il nero“, dal romanzo omonimo di Giuseppe Ferrandino, con Riccardo Scamarcio. Ecco la breve sinossi diramata dalla produzione: “È la storia di Pericle Scalzone, detto il nero, di lavoro “fa il culo alla gente” per conto di Don Luigi, boss camorrista emigrato in Belgio. Durante una spedizione punitiva per conto del boss, Pericle commette un grave errore. Scatta la sua condanna a morte. In una rocambolesca fuga che lo porterà fino in Francia, Pericle incontra Anastasia, che lo accoglie senza giudicarlo e gli mostra la possibilità di una nuova esistenza. Ma Pericle non può sfuggire a un passato ingombrante e pieno di interrogativi”.

Il Concorso di quest’anno presenta, sulla carta, tante certezze e pochi rischi, la prova di forza del più importante festival  al mondo che può permettersi di scegliere il meglio e insieme l’implicito riconoscimento che, al di fuori dei soliti nomi, appare difficile trovare nuove leve capaci di non uscire triturate da una vetrina così gigantesca. La scelta, però, ci sembra pienamente condivisibile, specie quando si usa il Certain Regard per allevare o confermare talenti (e accogliere gli abbonati al Concorso in annate in genere minori, questa volta Hirokazu Kore-eda con “After the Storm“.

La pattuglia statunitense schiera il ritorno alla regia di Sean Penn con “The Last Face” a otto anni da “Into the Wild”, con Charlize Teron, Javier Bardem, e le due star di casa d’Oltralpe Jean Reno e Adèle Exarchopoulos; dagli USA anche “Loving“, con il regista Jeff Nichols ancora in un concorso importante dopo la partecipazione all’ultima Berlinale pochi mesi fa con il precedente “Midnight Special”, protagonista quel Michael Shannon che aveva già lavorato magnificamente con Nichols in “Take Shelter” del 2011, il film che lo rivelò al mondo (l’anno dopo fu Presidente di Giuria nella prima edizione del mai troppo rimpianto triennio mülleriano al Festival di Roma).

Tra gli americani il più atteso è sicuramente “Patterson” di Jim Jarmusch, il ritorno in concorso dell’artista di Akron a tre anni dal suo splendido “Solo gli amanti sopravvivono”, con il sempre più lanciato Adam Driver protagonista assoluto. Jarmusch sarà presente sulla Croisette anche con il suo documentario “Gimme Danger” dedicato a Iggy Pop, in una proiezione di mezzanotte che già si annuncia imperdibile grazie anche all’annunciata (e abbastanza scontata) presenza dell’iguana del rock.

Altri due film arrivano dal continente americano, uno da nord e uno da sud. Dal Canada torna ancora una volta Xavier Dolan, in concorso due anni fa con “Mommy” e giurato l’anno passato, con “Juste la fin du monde“, con un cast pieno di star francesi (l’amore tra il ragazzo del Québec e la sua patria linguistica è oramai totale): Marion Cotillard, Vincent Cassel, Léa Seydoux. Dal Brasile, invece, ecco “Aquarius” di Kleber Mendonça Filho, celebre soprattutto per i suoi pluripremiati cortometraggi già selezionati in passato qui a Cannes alla Quinzaine.

E spostiamoci in Europa, da dove proviene naturalmente la maggior parte delle opere selezionate. Torna la Germania dopo qualche anno di essenza con una delle poche scommesse, “Toni Erdmann” di Maren Ade, Orso d’Argento a Berlino nel 2009. Una delle altre donne (poche) in Concorso è la britannica Andrea Arnold, che con “American Honey” porterà sul red carpet l’universalmente detestato Shia LaBeouf.

Sempre dalla Gran Bretagna torna a due anni dall’annunciato ritiro (non avevamo nessun dubbio che sarebbe andata così) Ken Loach: il suo “I, Daniel Blake“, che racconta di artigiani con problemi di salute e alle prese con asfissiante burocrazia, è talmente nelle sue corde da farci sperare che non finisca per suonare una scolastica canzonetta come il precedente “Jimmy’s Hall”, scialbo partecipante a Cannes 2014.

Meritatissima la doppia presenza in corso della Romania, una delle nazioni dalla cinematografia più vitale tra quelle non tradizionalmente importanti per la storia del cinema: Cristi Puiu con “Sieranevada” e il già insignito della Palma Cristian Mungiu con “Bacalaureat“, classico giallo con delitto ambientato in un piccolo paesino.

Gli altri quattro rimasti sono probabilmente i film mediaticamente più attesi, un ventaglio di proposte ampio e variegato: Pedro Almodòvar cercherà di far dimenticare a tutti la sua presenza nei Panama Papers con “Julieta“, incentrato su un forte personaggio femminile, interpretato, in due diverse stagioni della sua vita, da Adriana Ugarte e Emma Suarez; i fratelli Jean-Pierre e Luc Dardenne, a rappresentare come e più di sempre il vicino Belgio compagno di sventure e di attentati, tornano con “La fille inconnue“, un’opera che parlerà di porte chiuse e di solidarietà negata, lo attendiamo con ansia; l’olandese Paul Verhoeven dirige Isabelle Huppert in “Elle“, dal romanzo “Oh” di Philippe Djian, con l’attrice già candidata in pectore alla Palma con un ruolo di torbida dark lady impegnata in un enigmatico gioco con un assalitore e aggressore che da carnefice diverrà vittima; e, in conclusione, la misteriosa produzione horror di Nicolas Winding Refn, “The Neon Demon“, ambientata nel mondo della moda, con Elle Fanning e Keanu Reeves.

Discorso a parte per la nutrita rappresentanza francese, che questa volta pare meno un atto dovuto al Paese ospitante e più una selezione con tutte le carte in regola per stupire. Si va da Olivier Assayas, “Personal Shopper” ancora con Kristen Stewart dopo “Sils Maria”, a Bruno Dumont che completa con Juliette Binoche e Fabrice Luchini le caselle dei grandi attori francesi ancora libere (ci sono davvero tutti) con “Slack Bay“; e poi c’è l’Alain Guiraudie de “Lo sconosciuto del lago”, in competizione con “Rester Vertical“, e la seconda regista, Nicole Garcia, con “Mal de pierres“, melodramma interclassista con Marion Cotillard e Philippe Garrel.

Infine l’Asia. Niente Cina, Giappone e Hong Kong, i due film presenti arrivano dalla Corea del Sud e dalle Filippine. Il maestro Park Chan-wook torna a lavorare nella terra natìa con il thriller “The Handmaiden“, mentre il festivaliero Brillante Mendoza porta il suo nuovo “Ma’ Rosa“.

Sul fronte delle proiezioni Fuori Concorso, delle parate di star in sfilata promozionale senza l’assillo e lo stress da competizione, chiudiamo questa panoramica segnalando i quattro arrivi dagli Usa, inevitabilmente quelli che cannibalizeranno articoli e discussioni sulla gran parte della stampa mondiale, a cominciare dal film d’apertura di un vecchio habituè sempre benvenuto, sua maestà Woody Allen e il suo “Cafè Society“, Hollywood anni Trenta dopo quella Fifties dei Coen, cinema davanti e dietro le quinte con Jesse Eisenberg, Kristen Stewart (ancora lei) e Steve Carell.

Proseguiamo con Shane “Iron Man 3″ Black e il suo “The Nice Guy“, buddy comedy movie con Russell Crowe e Ryan Gosling impregnato di suggestioni Seventies e con Jodie Foster che, ancora una volta esclusivamente dietro la macchina da presa, si fa carico della quota “glamour” della selezione portando sulla Croisette la coppia George Clooney-Julia Roberts con una commedia ambientata nel mondo della televisione, tra venditori squattrinati e produttrici virago.

Ma, inutile negarlo, una delle pellicole che più ci fanno palpitare il cuore già da quest’oggi, e le pulsazioni aumenteranno sensibilmente fino al giorno della visione, è senz’altro “Il gigante gentile” (nella foto), adattamento live action dell’omonimo libro di Roald Dahl, il ritorno al filone fantastico della sua filmografia (un po’ accantonato ultimamente dopo gli splendidi storici Lincoln e Il ponte delle spie) di Steven Spielberg, già annunciato in sala anche in Italia dal 15 settembre prossimo. Non vediamo davvero l’ora di ammirarlo nel gigantesco schermo del Gran Teatro Lumière, insieme a tutti gli altri. Anche quest’anno, con LoudVision, vivrete una totale full immersion nei film e nelle atmosfere della Croisette.

Ci rimangono però ancora delle cose da sapere. Quali saranno i componenti della giuria presieduta dal regista George “Mad Max” Miller? Quale sarà la selezione della Quinzaine des Réalisateurs (si vocifera della possibile presenza di Virzì)? Ci saranno italiani tra i selezionati della Semaine de la Critique? Restate sintonizzati, vi aggioreneremo su tutto questo e molto altro nei prossimi giorni.

Scroll To Top