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Cannes a Roma: The (Italian) French Connection

Prende il via Giovedì 6 Giugno la tredicesima edizione de “Le vie del cinema da Cannes a Roma”, rassegna che, come suggerisce il titolo, porta direttamente nella capitale una nutrita selezione delle pellicole presentate al Festival di Cannes. Oltre alla qualità dei film, certificata specialmente dal blasone della manifestazione francese, il punto di forza
di “Cannes a Roma” è, come sottolinea il Direttore Artistico Georgette Ranucci, la tempestività: giungono in Italia ad una sola settimana dalla conclusione del Festival, le pellicole, e questo è un importante motivo di continuità artistica, anche perché molti dei film presenti non saranno distribuiti nelle sale, almeno entro breve – l’occasione per i cinefili, quindi, è oltremodo ghiotta.

Quest’anno, poi, l’evento è cruciale per vari motivi, in primis l’ottima figura rimediata dalle opere tricolori presentate sulla Croisette, fatto questo rimarcato anche da Enrico Della Rosa dell’Ambasciata di Francia, che non ha perso l’occasione per notare come finalmente, grazie a pellicole come “Gomorra” e “Il Divo”, Oltralpe sia tornato ad affacciarsi il cinema italiano che i transalpini apprezzano di più, quello di denuncia, quello che ha un occhio aperto e vigile sul sociale e che sa portare alla ribalta volti importanti e comunicativi – come il Toni Servillo trionfatore tra gli attori.

Molte le pellicole selezionate, tutte quelle premiate (tranne gli italiani già in sala) ma non solo, da “Monsieur Morimoto” di Nicola Sornaga a “Les Tres Anges”, da “Liverpool” del maestro argentino Lisandro Alonso a “Le Silence de Lorna” dei fratelli Dardenne. E, notizia dell’ultima ora che carica di orgoglio gli organizzatori, sarà presente anche il film che si è aggiudicato la Palma d’Oro, il toccante e impegnato “Entre Les Murs” di Laurent Cantet, regista che avevamo amato, in passato, per “Risorse Umane”. Il programma (consultabile sul sito degli organizzatori di Anec Lazio www.agisanec.lazio.it) copre ampiamente tutti e tre i cartelloni principali, non limitandosi soltanto ai film in concorso ma estendendosi a Semaine de la Critique e Quinzaine des Realisateurs, affiancando alle proiezioni alcuni eventi collaterali di grande prestigio, importanza e interesse, tra incontri, proiezioni speciali (una retrospettiva in occasione del quarantesimo compleanno della Quinzane) e un workshop, intitolato “Cannes… E poi. Presente e futuro del cinema italiano d’autore”, previsto per Giovedì 5 alle ore 10:00 a Villa Medici (sede dell’Accademia di Francia), durante il quale interverranno, tra gli altri, i quattro registi italiani presenti a Cannes, ovvero Matteo Garrone, Paolo Sorrentino, Francesco Munzi e Marco Tullio Giordana.

A rendere speciale, in termini di contesto e fruizione, questa iniziativa, la scelta di offrire un’esperienza patentemente simile a quella del Festival vero e proprio: le pellicole infatti verranno proiettate, come a Cannes, in lingua originale con sottotitoli digitali, e anche sul piano generale, l’evento avrà un sapore festivaliero grazie alla decisione di ideare un percorso circoscritto, una sorta di tappeto rosso del cinema – come evidenzia il curatore della Semaine Internationale de la Critique a Roma Francesco Ranieri Martinetti – coincidente con l’area di Trastevere, portando i film nelle sale storiche della zona (Alcazar, InTrastevere, Nuovo Sacher, ecc).

Dal punto di vista logistico, poi, proprio la scelta di concentrare la grande maggioranza delle proiezioni in una specifica area cittadina, il quartiere Trastevere (fanno eccezione Villa Medici e Quattro Fontane), rende la rassegna ancora più appetibile – e tra l’altro come negli anni passati sarà possibile usufruire di fidelity card (carnet di dieci biglietti al costo di otto) e sconti specifici per varie categorie (tra cui gli studenti).
A conti fatti, non è quindi difficile comprendere come mai “Cannes a Roma”, nelle precedenti edizioni, abbia toccato quota 20.000 biglietti staccati, come ha sottolineato l’Assessore alle Politiche Culturali Umberto Croppi.
La speranza, ovviamente, è quella di migliorare ulteriormente questi già pregevoli risultati: l’impressione, infatti, è che in questo momento di timida rinascita del cinema italiano, dare una spinta cosmopolita al cinema d’autore possa davvero rappresentare un punto di svolta per la settima arte.

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