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Cannibal Corpse: Candelina per il milione di Corpses

In occasione dell’uscita di “The Wretched Spawn” facciamo quattro chiacchiere con il bassista storico della band, Alex Webster, personaggio che si dimostra simpatico e disponibile.

Ho letto che recentemente avete raggiunto il milione di copie vendute nell’arco della discografia. È un grosso punto di arrivo per una band, ma anche per il death metal, che non è mai stato un genere così commerciabile. Come pensi che siate riusciti a raggiungere questa grande popolarità?
Penso che parte di questo sia dovuto al fatto che abbiamo fatto molti album, non è che ogni album di per sé abbia venduto poi così tanto, ma quando fai nove album – abbiamo rilasciato otto album in studio ed un live album – e se ognuno di loro vende centomila copie o anche qualcosa di più si riesce ad arrivare al milione! Penso anche che la ragione per la quale abbiamo avuto questo successo sia stata la nostra costanza e la fermezza in quello che facciamo, continuare a fare album stando sempre a contatto con la musica. Penso che dopo un po’ chiunque ci potrebbe riuscire, se si continua…

Non penso che chiunque ci sarebbe potuto riuscire, siete stati davvero bravi nel vostro ambito!
Mah, vedremo! Penso che ce ne saranno altri, anzi forse ce ne sono già stati altri (le stime Soundscan sulle quali sono calcolati i dati di vendita partono solo dal 1991, per questo non sono del tutto attendibili -ndR) immagino che altre grandi death metal band ci potrebbero riuscire, non saprei in effetti.

Direi che anche le le vostre abilità tecniche siano migliorate molto con il tempo, non solo con lavori più veloci ma anche più “intricati”. Pat O’Brien con la sua 7 corde ha portato nuove idee insieme ad un suono più pesante? Cosa ci puoi dire sulla sua integrazione nella band?
Penso che Pat sia uno di quei chitarristi che possono suonare praticamente tutto quando si ha a che fare con la velocità, sai lui sa veramente come suonare “veloce” e questo ci aiuta perché siamo una band alla quale piace suonare veloce! Inoltre scrive anche cose che sono più difficili di quelle che facevamo in precedenza. In realtà tutte le cose che abbiamo fatto con i Cannibal Corpse erano difficili per noi da eseguire nel momento stesso in cui le abbiamo scritte, ma penso che sia servito a farci migliorare ad ogni album, avere Pat nella band ci ha fatto migliorare ancora di più. Le parti che ha scritto ci hanno spinto a crescere come musicisti, ogni volta che compone una canzone so che dovrò fare molta pratica per riuscire a suonarla nel modo adeguato. L’arrivo di Pat è stata una cosa buona anche perché lui è nuovo – o meglio quasi nuovo, ormai è nel gruppo da più di 5 anni – ma ha davvero aggiunto qualcosa alla band, ha reso le nostre canzoni ancora più “tecniche”.

Credi che una buona produzione sia strettamente necessaria per ottenere quello che volete su ogni album? Vedo che avete scelto nuovamente Neil Kernon per la nuova uscita.
Sì, penso che sia importante per l’album suonare totalmente “aggressivo”, è death metal, deve essere pesante ed aggressivo! E Neil Kernon è sicuramente capace di darci quello che vogliamo. Sul nuovo album penso che siamo stati capaci di migliorare da questo punto di vista rispetto a Gore Obsessed.
[PAGEBREAK] Sempre sul nuovo lavoro, oltre alla produzione mi ha impressionato positivamente il fatto che le canzoni sembrino più personali e meglio caratterizzate l’una rispetto all’altra.
Sì, è quello che abbiamo cercato di fare, in realtà abbiamo sempre provato a dare ad ogni canzone un proprio carattere, ma in questo album ci siamo riusciti meglio. Ha funzionato molto il fatto che Jack abbia scritto 4 canzoni, Pat altre 4, io ne ho scritte 4… aiuta perché se è la stessa persona a scriverle poi in effetti suonano tutte troppo simili.

Sei un membro storico della band, suoni nei Cannibal Corpse sin dall’inizio della carriera, puoi dirmi se tu o qualcun’altro nella band avete mai pensato di cambiare completamente suono o introdurre elementi totalmente nuovi?
No. (piccola pausa, poi scoppia a ridere)…no! Non faremmo mai una cosa del genere. Tutti i ragazzi nella band ascoltano molti generi diversi, ma non vogliamo che nessuno di questi diversi stili interferisca con il death metal che facciamo.

Siete felici della strada che avete preso e credete in quello che fate insomma.
Certamente. Per noi è come se… insomma, se hai intenzione di fare death metal, devi fare vero death metal. Se io fossi dovuto entrare in una band jazz, immagino che avrei voluto fare vero jazz, avrei voluto suonarlo bene, non fare nient’altro. Capisco che suonare una fusione di generi può diventare davvero interessante, ma con noi, per i Cannibal Corpse, non vogliamo che sia una mistura di generi, vogliamo solo essere puro death.

Riguardo a questo sto per chiederti qualcosa al riguardo di Chris Barnes, se non hai nessun problema con questa domanda.
Sicuro, vai avanti.

Considerando anche quello che possiamo sentire nei Six Feet Under, Chris non è più parte della band proprio per la sua diversa visione musicale? Cosa puoi dirci al riguardo?
Sì. Ci sono cose che lui stava facendo riguardanti le linee vocali, cose che puoi sentire su “Created to kill” (materiale bonus che si trova nel boxset, praticamente “Vile” con testi e voce di Chris Barnes registrato poco prima dello split -ndR) delle quali non eravamo del tutto felici. È come se lavori duramente sulla musica per un album e vuoi che testi e linee vocali ne siano all’altezza. Lui stava facendo un buon lavoro su alcune songs, ma molte altre non ci piacevano proprio e volevamo che le cambiasse, ma lui non ne aveva alcuna intenzione. Ovviamente non volevamo fare un album dove non ci piacesse quello che stavamo ascoltando… ed era probabilmente la stessa cosa che pensava Chris. Ora la situazione è migliore, ognuno di noi è soddisfatto con il proprio progetto e non ci sono problemi.

George Fisher è un ottimo cantante, a proposito un nuovo album dei Monstrosity uscirà a breve. George è ancora in buone relazioni con i suoi vecchi compagni?
Sì certamente, lo siamo tutti, ci incontriamo in giro, sono nostri amici. Penso che Lee (Harrison, batterista dei Monstrosity -ndR) fosse un poco disturbato dal fatto che abbiamo ingaggiato George, in questo modo “portandoglielo via”, ma in fondo è così che succede. Insomma se gli Slayer avessero voluto lui alla batteria penso proprio che sarebbe andato! Certo non intendo dire che siamo grandi come gli Slayer, ma sono solo decisioni che ognuno prende individualmente, e George ha preso la decisione di lasciare la band. Ma sicuramente è ancora amico di quei ragazzi.

Ti piacciono i vecchi lavori dei Monstrosity? Avete scelto George anche in base a questi.
Sì, certo, ci piaceva molto l’album “Imperial Doom”, mi sembra la loro prima uscita. È un lavoro che ascoltavamo molto spesso, mi piacevano gli screams e tutte le componenti vocali.
[PAGEBREAK] Che ne pensi della scena death metal attuale, distinguendo tra quella Americana (o meglio la scena della Florida) e quella Europea?
Ci sono un sacco di gruppi differenti, quelli che ascolto attualmente sono Decapitated, Vader, Severe Torture, Spawn of Possession, Defleshed. Alle mie orecchie la scena Americana e quella Europea sono certamente diverse, ma non posso indicare precisamente dove siano le differenze. Penso che una delle maggiori sia il fatto che in America si punta molto sulla doppia cassa, ma a pensarci non è una differenza nei Vader ad esempio perché anche loro ne usano un sacco… è difficile da dire, alla fine ogni gruppo ha il suo preciso carattere.

Parlando di death metal europeo mi riferisco in particolare a quella scena scandinava dove si è più orientati verso uno stile prettamente melodico. Apprezzi anche questi gruppi?
Be’, non saprei dire se quello è ancora davvero “death metal”, ad esempio gli Arch Enemy, sono sicuramente una buona metal band, ma quando li ascolto non penso al death metal. È più una mistura di heavy metal, death metal, thrash metal. Non è puro death metal come i Krisiun dal Brasile o i Severe Torture, per me il death metal è qualcosa del genere.

Alex tu sei sicuramente un bravo musicista e penso che una delle caratteristiche che contraddistinguono maggiormente il suono dei Cannibal Corpse siano proprio le linee di basso ben costruite e chiaramente udibili. È una cosa rara, visto che molto spesso il basso deve sopportare un lavoro oscuro dietro agli altri strumenti, ed a volte è difficile persino sentirlo! Quali sono a tuo avviso gli altri elementi chiave nel sound dei Cannibal Corpse?
Ah be’, penso che alla fine come hai detto sia proprio il fatto che tu possa sentirmi! (ride) Ci sono un sacco di bassisti metal che non riesci nemmeno a sentire, è divertente perché se la gente riesce anche solo a distinguere il basso pensa subito che sia buono…

Sì ma tu sei anche bravo!
(ride) yeah, ma hai capito cosa intendo dire, molte delle volte tutti questi bassisti sono realmente bravi ma nessuno riesce a sentirli, è davvero un problema!! Tornando alla domanda, penso anche che la batteria sia un nostro punto di forza, Paul ha il suo stile personale, magari non è così tecnico come ad esempio Doc dei Vader o Tony dei Nile, ma ha uno stile che puoi identificare, quando lo senti puoi dire che è lo stile di batteria dei Cannibal Corpse. È una cosa che dà carattere e penso che assieme ai tipici riff, le parti di batteria che fanno: (mima con la voce) “ciak ciak ciak ciak” “ciaciaciak ciaciaciak ciaciaciak” “pa pa pa” unite a quei riff diano il tipico Cannibal Corpse sound di ogni album.

Ci puoi dire qualcosa al riguardo dei tuoi side-projects? Come musicista ti servono altri modi per esprimerti oltre alla potenza e brutalità dei Cannibal Corpse? Ho letto che hai diversi side projects.
Ah, be’, io? Sì, a dire il vero non c’è niente in piedi in questo momento, ma ho fatto qualcosa in passato…

Con Erik Rutan (Morbid Angel, Hate Eternal, Alas – ndR) se non ricordo male.
Sì è esatto. Ho fatto alcuni demo con le sue band “Alas” e “Hate eternal”, ma quando quei gruppi hanno iniziato a diventare qualcosa di serio, pronti a fare veri album, Erik ha ingaggiato un bassista che potesse stare con le band a tempo pieno. Ma è stato molto divertente, ed un’ottima esperienza per me perché Erik è davvero un gran chitarrista e ogni volta che suoni con un musicista che ci sa fare hai l’occasione per imparare qualcosa. Sai, mi piacciono queste collaborazioni, sono contento di poter fare cose del genere, per qualsiasi musicista che voglia lavorare con me sono sempre interessato a sapere che cosa ha da offrire. Poi so che Jack e Paul hanno una specie di “aggressive-rock” band, qualcosa del genere, non ho nemmeno mai sentito la loro musica, ma penso proprio che si divertano a farlo. Immagino che dopo 15 anni gli serva qualcosa di diverso per restare “freschi” o “attivi”, perché come musicisti ci piacciono molti diversi tipi di musica ma, you know… death metal is our favourite kind of music!
[PAGEBREAK] Su questo non ci sono dubbi
Yeah (ride), be’, diciamo che in questo momento è il nostro lavoro, è la migliore cosa che mi potesse capitare e non ho davvero bisogno di un side-project adesso.

Bene, un’ultima domanda, più che altro una curiosità: abbiamo visto apparire la tua band nel film “Ace Ventura, l’acchiappa animali”, dev’essere stata un’esperienza divertente! Ci puoi dire qualcosa di più al riguardo? Come si comporta una band death metal in una produzione Hollywoodiana da milioni di dollari?!
(ride) Sì, è stato strano! È stato anche divertente perché l’abbiamo fatto a Miami, e lì è molto vicino a dove vivono i Malevolent Creation, così i ragazzi dei Malevolent Creation vennero giù a Miami per fare le comparse tra il pubblico…

Ah, e così possiamo vederli nella massa?
Sì probabilmente puoi vedere il vecchio bassista che ora è nei Divine Empire, Jason Blachowicz, è in mezzo al moshpit. È stato davvero divertente, Jim Carrey è stato molto simpatico con noi.

Jim Carrey conosceva la scena death metal ed i Cannibal Corpse??
Sì, pensa che è stato lui a richiederci esplicitamente, incredibile! Lui ora è una star così grande, ed in effetti era discretamente famoso anche allora, ma quando uscì il film lui divenne davvero famosissimo. È pazzesco, non riesco a credere che siamo stati in un film… wild!!

Bene, per questa volta è tutto Alex, se vuoi dire qualcosa…
Sì, volevo solo ringraziare tutti i nostri fans in Italia, spero che ci vedrete in tour qualche volta nel corso dell’anno!

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