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Canova, in concerto a Bologna: report live e scaletta

L’avviso era stato dato: arrivare presto, rischio di sovraffollamento alquanto elevato dovuto anche e soprattutto al free entry. L’abbiamo preso in parola presentandoci  ieri, giovedì 26 gennaio, davanti al Cortile Cafè di Bologna con largo anticipo, ma già un’ora prima dell’inizio del concerto il locale era gremito di gente e in meno di mezz’ora i gomiti hanno iniziato a scontrarsi inevitabilmente ad ogni movimento. L’ambiente accogliente e familiare del Cortile ha fatto da contenitore, per quanto possibile, ma, si sa, un recipiente riempito fino all’orlo poi trabocca o, nel nostro caso, si surriscalda. Tanta gente, spazio limitato, caldo e attesa trepidante sul momento non sembravano elementi favorevoli all’ottima riuscita dell’evento. L’eccezione viene sempre accolta a braccia aperte e devo dire che, in questo caso, il gioco è valso la candela.

L’arrivo dei Canova ha risollevato gli animi e quelli che sembravano motivi di disagio sono stati brillantemente arginati o sfruttati: la limitata potenza dell’impianto audio è stata prontamente aggirata e gli esigui spazi hanno contribuito a creare ancor più quell’atmosfera intima che, ancora una volta, mi ha portato a pensare che Guccini aveva veramente ragione quando cantava che “[…] eravam tutti artistici | ma senza pudore o vergogna | cullati fra i portici cosce di mamma Bologna”, perché da qualunque parte del mondo si provenga, a Bologna si fa sempre parte della famiglia. La massa di gente è diventata un grande coro quando le voci dei presenti si sono levate all’unisono nel cantare le canzoni dell’album Vita Sociale. Uno spettacolo inaspettato, tanta energia sia dal pubblico (gente sui tavoli che salta, balla, canta a squarciagola) che dalla band che, oltre ai brani dell’album, si è esibita in una cover di Jovanotti (Chissà se stai dormendo) e un’azzeccatissima cover di A muso duro di Bertoli.
Il concerto si conclude con un “Dovete perdere le corde vocali qua” di Mobrici che, girato il microfono verso il pubblico, si lancia nella mischia per un bis di Vita Sociale decisamente inusuale, ma con un enorme impatto scenico e una potenza notevole. Approvato.

Dopo il concerto i Canova si sono fermati a fare due chiacchiere riguardo il tour e ci hanno rivelato di essere davvero meravigliati da come sta andando, ma anche molto incuriositi dal fatto che c’è sempre qualcosa di nuovo da scoprire: “Oggi siamo qua, domani siamo là. Sappiamo com’è ora, non sappiamo come sarà tra un mese.”

Una rivelazione a tutti gli effetti, primo disco, primo tour e una marea di sold out, i Canova hanno decisamente superato le aspettative, tutte.

SCALETTA
Aziz
Manzarek
La felicità
Chissà se stai dormendo (cover di Jovanotti)
Expo
Maradona
Brexit
A muso duro (cover di Pierangelo Bertoli)
Vita Sociale
La festa
Portovenere

bis: Vita Sociale

 

di Ilaria Sutti

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