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Canta che ti passa

Il Primo Maggio non è tale senza lo storico concerto a piazza San Giovanni a Roma, anche se negli ultimi anni molte cose sono cambiate e se quest’anno ci sono stati altri due eventi di uguale risalto a Taranto e a Napoli.

Ad aprire le sei band vincitrici del concorso 1MFestival: Crifiu, Aeguana Way, Almamediterranea, Le Metamorfosi, Honeybird & The Birdies e Toromeccanica. È il pubblico a decretare vincitori i Crifiu con il brano “Rock & Rai”, seguiti dai Toromeccanica che si aggiudicano il premio Puglia Sound. A causa dei tempi lunghi la diretta tv è stata interrotta e i Crifiu non sono tornati sul palco, ma perlomeno, a differenza dell’anno scorso con gli Afterhours, Cristiano De Andrè ha potuto esibirsi in “Non È Una Favola”, “Credici”, “Fiume San Creek” e “Il Pescatore” e ci sarà modo di vederlo in uno speciale sul Primo maggio su Rai3.

È un Primo maggio con un budget ridotto rispetto agli altri anni ma non tutti i mali vengono per nuocere e, se è vero che l’ideogramma di crisi in cinese indica sia la crisi che l’opportunità, possiamo dire che questo palco le opportunità non se l’è lasciate scappare. Eliminate le grandi star del panorama italiano e internazionale, cosa già accaduta anche negli ultimi anni, ad esibirsi sono stati chiamati ottimi artisti della scena indipendente, sia nuovi, come il Management del Dolore Post-Operatorio, che più affermati, come I Marta Sui Tubi e I Ministri.

Peccato invece per la seconda censura dopo quella di Fabri Fibra. Il cantante del Management del Dolore Post-Operatorio, Luca Romagnoli, prima di attaccare col primo pezzo, “Pornobisogno”, ha invitato all’uso del preservativo alzandone uno in alto come fosse ostia e recitando una formula modificata dell’eucarestia. In realtà più che di censura dovremmo parlare di punizione. L’esibizione non è stata interrotta subito, ma quasi alla fine del secondo brano, Norman”, dedicato a un dottorando che si è suicidato a Palermo nel 2010 contro e a causa della precarietà nel lavoro. Se Romagnoli avesse immaginato la reazione degli organizzatori e i tempi di reazione lunghi della Rai, probabilmente si sarebbe calato prima i pantaloni così da far restare il suo organo genitale nella storia della televisione italiana.

Elio e le Storie Tese conquistano la folla con il rock and roll. Sul palco un “fantoccio” vivente (Mangoni) vestito da Elvis ed Elio sulle note del: «Il rap non mi va, l’hip hop proprio non mi va. La techno è una merda, ma il rock and roll, il rock and roll sì che mi piace. Non ha mai scontentato nessuno, il rock and roll il rock and roll». Gli Elii si esibiscono anche in un “Waka Waka” divenuto “Bunga Bunga”, permettendosi così un po’ di sana satira politica. La performance di Elio rallegra gli animi del pubblico che sembra alquanto divertito. Presente anche l’Orchestra dei 100 Violoncelli diretta da Giovanni Sollima. Tanta attesa anche per la Grande Orchesta Rock diretta da Vittorio Cosma che ha mancato però alla chiusura del concerto.

Nella tarda serata arriva anche Vinicio Capossela, che sale sul palco accompagnato da “La banda della posta” . Nonostante la pioggia, la folla si lascia coinvolgere e si scatena con le danze folkloristiche tipiche di Vinicio che invita tutti a ballare, iniziando la performance con un pizzico di ironia “Siete circondati, arrendetevi! Questa è la banda della posta!” . Un Capossela che però non troviamo al massimo della sua efficienza, fuggito troppo presto dal palco, lasciando un po’ inappagato il pubblico che si aspettava qualcosa in più, dopo averlo tanto atteso.

Alla pagina successiva i commenti di Elio, Federico Zampaglione e altri sul Primo Maggio,altrimenti potete leggere le interviste complete a Motel Connection, I Ministri, Renzo Rubino, Max Gazzè, Nicolò Fabi e Cristiano De Andrè.
[PAGEBREAK] Abbiamo raccolto qualche sensazione a caldo dagli artisti che man mano scendevano dal palco, eccone alcune!

Elio
: “Ce l’abbiamo fatta viste anche un po’ le condizioni atmosferiche. È stato bellissimo, ballavano tutti, cantavano tutti, l’autoironia è una qualità fondamentale e questi ragazzi ce l’hanno.”

Federico Zampaglione arriva canticchiando “Di vetro sta cadendo a pezzi come un vecchio presepio più su” (“Futura” Lucio Dalla)
Un’opportunità per ricordare un grande artista!
Che dire, si uno dei più grandi della storia. Lucio per me è stato una sorta di padre spirituale, grande amico, maestro speriamo che da lì su malgrado il cielo piovoso abbia gradito questa interpretazione che abbiamo fatto.

Con un pensiero anche un po’ al Califfo?
Le canzoni del Califfo le ho cantate qualche giorno fa. Nel giro di pochi mesi ho perso i miei due maestri, saranno lì su che canteranno, suoneranno… Queste canzoni fanno parte ormai della nostra cultura, dell’immaginario collettivo, sono pezzi che non moriranno mai. Dalla, Califano saranno sempre ricordati così come tanti altri, ad esempio Modugno, sono artisti che hanno lasciato delle opere indimenticabili. Non posso che sperare che quando non ci sarò più qualcuno farà le mie canzoni e la gente ricorderà (ride, ndr). È un po’ presto adesso!

Claudia Gerini: “L’emozione di ascoltare la musica, questa orchestra stasera sta facendo cose straordinarie, brani di Lucio Dalla che sono meravigliosi e fanno proprio parte di noi. Mi sono emozionata! Tra l’altro il primo maggio, questa piazza, richiama in me tanti ricordi, ho fatto anche tutta la diretta un anno. È una manifestazione che non dovrebbe essere davvero mai in pericolo, dovrebbe sempre esserci proprio per lo spirito di unirsi e fare musica. Ho visto tanti musicisti amici che suonavano nei camerini quindi s’è creata una bella atmosfera.

Eugenio Finardi, dopo l’esecuzione de “Il Complesso Del Primo Maggio” con gli Elio E Le Storie Tese.
Oggi ci sono tante persone che stanno celebrando questa festa lavorando, e di questi tempi il lavoro credo sia la cosa più preziosa avere un lavoro a cui fare riferimento. Anche la musica e tutto il nostro mondo è un lavoro, anche se l’abbiamo un po’ preso in giro con questa canzone, in realtà questo è un appuntamento in cui riconoscersi come lavoratori ed è una delle poche occasioni in cui non siamo in competizione, non siamo rivali ma solo colleghi di un dignitoso lavoro.

E attraverso il gioco si possono dire cose serie
Si, si possono anche sottolineare certe divertenti occasioni, in fondo gli Eli hanno disintegrato tutti e adesso mancava solo il concertone! Anche se con il pezzo “A Piazza san Giovanni” che poi ho cantato io in realtà è un gran segno di affetto verso il concerto.

Ci vuole un po’ di autoironia nella musica?
È molto difficile, bisogna essere credibili, io ad esempio sono uno che è stato sempre preso sul serio. Ricordo il mio terzo album (“Diesel”, 1977) si apriva con una canzone, “Tutto Subito”, eravamo nel ’77 il periodo dell’autonomia e delle autoriduzioni, la mia era una canzone assolutamente ironica e diventò un inno quindi… io vengo sempre preso sul serio! È un destino, altri, invece, anche se dicono cose serissime vengono presi come comici, vedi Grillo o Elio stesso. Vi ricordate quando lo censurarono qualche anno fa’? Credo stesse leggendo una sentenza.

Come mai il primo maggio viene attaccato nonostante riempia ancora la piazza?
È un momento in cui si sta attaccando qualunque cosa sia di sinistra: c’è un attacco al sindacato, al mondo del lavoro, molto lucido, molto preciso nei riferimenti culturali, comincia a smantellare il 25 aprile, il senso del primo maggio e piano piano fai perdere la memoria storica del popolo e la riscrivi come vuoi tu.

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