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Caparezza al Rock in Roma 2015 con Lo Stato Sociale, report live e scaletta

Il 25 luglio è la volta di Caparezza, con lo Stato Sociale in apertura, di far scatenare l’Ippodromo delle Capannelle per il Rock in Roma 2015.

Quando Lo Stato Sociale inizia a suonare alle 20:30 circa, c’è già una discreta folla davanti al palco, e, anche se possiamo immaginare che, escluse poche eccezioni, tutti siano lì per Caparezza, bisogna dire che in molti cantano i testi della band bolognese e si lasciano trascinare dall’energia che i cinque trasmettono. La scaletta si divide quasi equamente tra i due dischi de Lo Stato Sociale, “Turisti della Democrazia” del 2012 e “L’Italia Peggiore”, nei negozi da giugno del 2014. Così dopo un attacco retrò con “Ladro di Cuori col Bruco” e “Sono Così Indie”, si torna all’ultimo lavoro con la tripletta “C’eravamo Tanto Sbagliati”, “La Rivoluzione non Passerà in TV” e “La Musica non È una Cosa Seria”. Il live de Lo Stato Sociale non dura ovviamente tantissimo ma ha il pregio di coinvolgere e ammaliare anche un pubblico che non è il suo.

Dopo un cambio palco molto veloce, arriva sul palco Caparezza, preceduto da un video che ne percorre la carriera artistica come pittore fin dai disegni sui banchi di scuola.

Tutti i componenti della band, Caparezza compreso, fanno il loro ingresso sul palco come opere d’arte, che escono una alla volta da casse di legno per trasporto targate Museica. A “Mica Van Gogh” viene affidato l’inizio del concerto di Caparezza al Rock in Roma 2015.

Se ogni disco di Caparezza ha un tema centrale attorno al quale si sviluppano tutte le canzoni, ogni concerto riprende quelle stesse canzoni inserendole in un nuovo contesto narrativo quasi fossero mattoncini lego coi quali costruire infinite storie.

Lo stesso accade per Museica Tour II – The Exhibition. Ad esempio “Sono Il Tuo Sogno Eretico” viene introdotta da un siparietto in cui Caparezza racconta la storia del disegno come prima forma di comunicazione, e dopo aver ironizzato sul fatto che nessuno oggi si sognerebbe di comunicare tramite disegni (e alle sue spalle appare una sfilza di emoticon), dichiara il suo amore per l’arte che dissacra.

Per chi ha visto il primo Museica Tour, la differenza con questa seconda parte è lampante: la storia raccontata sul palco dai siparietti che si succedono tra una canzone e l’altra è diversa, e la scaletta offre molte più soddisfazioni ai vecchi fan affacciandosi di più sui successi passati, pur tralasciando “?!”, primo disco di Caparezza.

Il caldo non scoraggia certo il pubblico che balla, saltella e canta come se non si sudasse solo a star fermi, facendo anche partire il pogo su un paio di canzoni.

A premiarlo, come un anno fa, Caparezza realizza una tela sul palco che verrà poi regalata a un fan con un sistema simile a una lotteria (ha vinto il 64 se vi interessa).

Per “Cover” arriva sul palco anche Robbie Locke, che contribuisce con la sua voce e la sua chitarra al pezzo.

Le quasi due ore di concerto scivolano via in fretta e quando Caparezza lascia il palco un solo coro si alza dal pubblico “Se non metti l’ultima noi non ce ne andiamo”. Caparezza torna sul palco e accontenta tutti con ben tre canzoni, tra cui il tormentone che lo fece conoscere su larga scala, “Fuori Dal Tunnel”. E qui spiega i problemi che all’inizio gli ha creato la popolarità, fino al giorno in cui grazie a Andy Warhol, di cui Diego Perrone veste i panni, ha capito che l’arte può anche essere pop.

Dopo un simbolico passaggio di testimone al suo pubblico, in gran parte più giovane di lui, Caparezza lascia definitivamente il palco salutando i presenti quasi come fossero amici.

Caparezza è la dimostrazione che si può essere popolari senza montarsi la testa, e che non serve pagare cifre astronomiche per vedere un concerto buono dal punto di vista musicale e scenografico allo stesso tempo.

 

La scaletta di Caparezza al Rock in Roma 2015

Mica Van Gogh

Abiura di me

Sono Il Tuo Sogno Eretico

Teste di Modì

Nessuna razza

Follie preferenziali

Comunque Dada

Il dito medio di Galileo

Cover

China Town

Eroe (Storia di Luigi Delle Bicocche)

Argenti vive

Ilaria condizionata

Non me lo posso permettere

La fine di Gaia

Vieni a ballare in Puglia

Avrai ragione tu (Ritratto)

 

Encore:

Vengo dalla luna

Fuori dal tunnel

Goodbye Malinconia

 

 

Lo Stato Sociale:

Ladro di Cuori col Bruco

Sono Così Indie

C’eravamo Tanto Sbagliati

La Rivoluzione non Passerà in TV

La Musica non È una Cosa Seria

Mi Sono Rotto il Cazzo

In Due È Amore in Tre È Una Festa

Questo Èun Grande Paese

Abbiamo Vinto La Guerra

Io, Te e Carlo Marx

Cromosomi

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