Home > Interviste > Caparezza: Un eretico intollerante

Caparezza: Un eretico intollerante

Noto per la sua enorme massa di capelli ricci, Caparezza non ha certo peli sulla lingua quando compone le sue canzoni sarcastiche e irriverenti, in vero stile One Louder. D’altronde la sua parte migliore è proprio quella intollerante, che lo porta ad alzare il dito medio verso i poteri forti e i luoghi comuni di una piccola Italia.

Nel tuo libro “Saghe Mentali”, hai definito “Le Dimensioni Del Mio Caos” un fonoromanzo, come definiresti “Il Sogno Eretico”?
“Il Sogno Eretico” è un disco ispirato, nel senso che trae ispirazione da un argomento. Si può dire che sia stato ispirato da ogni eretico spirato. È un disco autocombustivo (passatemi il termine).

“La rete non è Che Guevara anche se si finge tale al primo posto della classifica digitale che tu ci creda o meno c’è solo chi vince i talent”. Invece credi che il download gratuito davvero porti i discografici al suicidio?
Il download gratuito non esiste. Finché per ottenere musica si dovrà pagare un ISP (Internet Service Provider) si vivrà nell’illusione del gratuito ma si arricchiranno persone che con la musica non c’entrano nulla. Puntualizzato questo e facendo finta che esista il download gratuito ti posso assicurare che rappresenta una vera minaccia per le case discografiche che, come è noto, vivono esclusivamente grazie alle vendite dei dischi (fisici o digitali).

E per un nuovo artista, invece, può essere un grande aiuto per emergere nel caso non incontrasse Michele “il muto” nella stazione di Milano?
Per quanto riguarda “l’emersione” dei nuovi artisti la rete è senz’altro una possibilità ma questa metafora della pesca sottintende che non sempre se ne esce vivi (il mondo degli artisti che si affidano al web è piuttosto affollato).

In “Cose Che Non Capisco” ci sono dei quesiti di varie materie ma manca l’economia, vuol dire che tu hai capito cos’è lo spread? Ti va di spiegarcelo?
Lo spread si traduce così: totale incapacità di gestione della cosa pubblica. Parole come “spread” o “spending review” servono a farci vedere la crisi come un attacco alieno ma la realtà è molto più terra terra.

Ciò che colpisce dei tuoi testi è la quantità di riferimenti al mondo televisivo come a quello cinematografico e dei fumetti, ma non lasci fuori neanche i videogiochi… sei un onnivoro famelico di prodotti culturali di tutti i tipi?
E che c’è di strano?! Ti confesso che non ho molta stima delle persone che ascoltano solo un genere di musica o che leggono solo determinati libri o si concedono solo film di un certo tipo. Chi fa solo questo o solo quello finisce col rimanere solo e basta.

Il tuo ultimo concerto a Roma si è aperto col boia de “Il Sogno Eretico” trasformato in tedoforo per l’occasione, chiaro riferimento alle Olimpiadi che si stanno tenendo a Londra, come mai questa scelta?
L’iconografia classica ci ha consegnato l’immagine dell’eretico che brucia sulla pira posta in una piazza pubblica ma io ho una visione surreale della vita e mi stuzzicava l’immagine di un eretico arso nel fuoco delle olimpiadi.
Sarei sbucato anche dalla bocca di un drago, da un barbecue, da un vulcano in eruzione o da un eritema.

Sei uno dei firmatari “10×100″, oggi come ai tempi di Bruno Giordano, a cui fai riferimento in “Sono Il Tuo Sogno Eretico”, quanto può essere difficile esprimere liberamente il proprio pensiero anche se va contro poteri forti?
I poteri forti pensano che il pensiero sia debole e tendono a non farlo rientrare nei propri interessi. La difficoltà di esprimersi liberamente dunque arriva quando il pensiero stesso diventa potere. Ad alcuni grandi pensatori, per esempio, non è stato perdonato il potere di persuasione e molto spesso si è usata la forza delle armi per annichilire la forza degli argomenti. Nel mio piccolissimo ho avuto un po’ di disavventure (e diverse manifestazioni di ostracismo) quando ho composto “Vieni A Ballare In Puglia”, un pezzo grazie al quale tutti sanno che nella mia regione non ci sono solo bel tempo e spiagge meravigliose.

Nei tuoi dischi sei autore sia delle musiche che dei testi, come nasce una canzone di Caparezza?
Nasce da un viaggio psichedelico senza acido lisergico. Anche se spesso affronto argomenti di attualità mi sono dedicato alla creatività per fuggire dalla vita reale (che evidentemente non capisco o non amo particolarmente) e questo mi porta spesso a creare film mentali che hanno una colonna sonora che possiamo identificare come “canzoni di Caparezza”.

A giugno è uscito “Esecuzione Pubblica”, dvd contenente la registrazione del tuo concerto a Firenze dell’aprile scorso, come mai hai scelto proprio questo live?
Ho scelto questo live perché è stato eseguito durante l’anniversario della condanna di Galileo a Firenze. Quale occasione migliore?

Sempre nella tua tappa romana hai annunciato una pausa nei live per tornare in studio di registrazione, puoi darci qualche anticipazione sul nuovo lavoro?
Purtroppo non ci sono anticipazioni perché finché sarò in tour sarà difficile per me concentrarmi su un nuovo disco.

Nel tuo libro hai spiegato che al corso che frequentavi a Milano c’era una parola che ti metteva ansia… cosa senti oggi a sentire la parola “esplosimetro”?
Le cose sono cambiate da allora e non sento più niente. Ho un principio di sordità emotiva.

Scroll To Top