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Caponord live at Tunnel, Milano

Vorrei iniziare diversamente ma il peso di una domanda mi assilla: ma la dinamica?
Ho assistito ad un concerto compresso in una manciata di decibel!
Intendiamoci, i suoni erano buoni, ma la sensazione di “schiacciamento” ha appiattito molto l’ascolto, purtroppo.
I ragazzi hanno suonato al meglio, inizialmente tesi, ma sempre ben determinati e centrati sui brani.

Lo spettacolo ha le giuste atmosfere abbinate coerentemente alle canzoni, sospese in accordi aperti e luci sognanti e, in quest’occasione, coadiuvate da un fondale in manto rosso e dalla “palla” centrale del Tunnel di Milano che proietta fasci bianchi e/o colorati all’occorrenza, lanciando lo spettatore in reminiscenze soffuse di una psichedelia quasi retrò.

Il Pop “quasi pop-rock” dei Caponord, immerge l’ascoltatore in un fiume di sonorità dense di accattivanti richiami sonori dei più disparati: dagli U2 a Baglioni, da Vasco ai Pink Floyd, dai Verdena ai Negramaro.
Eppure la musica dei Caponord risulta un tutt’uno uniforme caratterizzata da strutture ritmiche incasellate con dovizia di particolari nella forma canzone dall’impronta commerciale ed orecchiabile-fin-dal-primo-ascolto, con le melodie e la voce del cantante sempre in primo piano e sbattute in faccia al pubblico.

Una certa vena indie nel songwriting e nel modo di cantare i brani accompagna l’intero concerto, quasi fosse il retrogusto molto lontano e difficilmente distinguibile di un vino di una decina d’anni fa.
I singoli vecchi e nuovi restano i pezzi più convincenti suonati con il caldo supporto delle prime file, i fan più sfegatati della band: “Non Sono Matto”, “Fra Un’Ora”, “Un Film Sul Panico”.
Non mancano episodi acustici e situazioni intime piano e voce, come i momenti in cui il pubblico applaude “Un Giorno Stupendo” e “La Vergogna”.

In conclusione, avrei preferito sentire molto meglio e “sentire” di conseguenza la band che cercava di comunicare con noi astanti, ma resto col giudizio “sospeso” … ad azzardare un paragone, quasi come la musica dei Caponord che pure sospende l’ascoltatore in un cubo ermetico, saturo di sonorità dense, quasi fluide, immersive, cariche di energia sospinta fino ai timpani con pressione costante e armonizzate in sgargianti colori pop.

Il nuovo disco “Copriti Gli Occhi” esce fresco di pubblicazione con la Warner Music con la seguente tracklist:

  1. “Sere Inutili”
  2. “Fra Un’Ora”
  3. “L’Autunno Che Cade”
  4. “Non è Colpa Tua”
  5. “La Balena”
  6. “La Nostra America”
  7. “Vienna”
  8. “Cresci”
  9. “Occhi Scuri”
  10. “Ti Aspetto”
  11. “La Vergogna”
  12. “Cento Passi”

Su iTunes si trova la “Deluxe Version” con aggiunta di booklet.

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