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  • Caribou: Andorra

    Caribou

    Data di uscita: 21-08-2007

    Loudvision:
    Lettori:

Good Day Sunshine

Prendete un frullatore, infilate dentro un paio di cd dei Beatles (uno deve essere “Revolver”) un vecchio cellulare impostato su “toni” o una cartuccia di Tetris (versione NES e precedenti) con un po’ di colla vinilica bianca e cremosa. Premete il tasto di accensione e frullate per mezzo minuto. Che cosa rimane? Una poltiglia giallastra di plastica, vinile stagionato ed elettronica da due soldi? Ora mettete il composto ottenuto in un lettore cd e premete il tasto play, che cosa esce dalle casse? Una poltiglia giallastra di plastica, vinili stagionati ed elettronica da due soldi? Avete tra le mani “Andorra”, l’ultima gradevolissima fatica dei Caribou di Dan Snaith.
Dolceamaro come il latte di mandorle, una scanzonata scorribanda nel avant-pop che bighellona tra i toni solari degli anni ’60 e i giochetti minimali elettrobeat e psy-rock, senza disdegnare momenti di introspezione formulati con gli stessi mezzi (le conclusive “Irene” e “Niobe”, tra i pezzi migliori). Coeso ma non monotono, “Andorra” solleva l’ascoltatore e lo bacia in fronte, con un candore spontaneo costruito a tavolino, quello stesso controsenso, la stessa doppiezza che completa l’uomo dietro il progetto: fresco di un Ph.D. in teoria algebrica dei numeri, Snaith confessa che la matematica non entra mai in gioco quando fa musica. Ci crediamo a stento, è più probabile che la geometrica precisione e ricercatezza dei suoni unita all’emozionalità e all’intimità dell’atto creativo costituiscano l’armonia perfetta a quadrare il cerchio dell’opera, mente e cuore di un album dal respiro profondo che trasuda musicalità a pieni polmoni.

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