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Carlo Martinelli: il suo esordio da solista ve lo raccontiamo traccia per traccia

Dopo i Luminal arriva, per caso e per necessità (un po’ come dice lui stesso parlando delle sua nuove scritture), l’esordio da solista di Carlo Martinelli che decide di approdare ad una scrittura sua personale con un Ep dal titolo “Caratteri Mobili” pubblicato dalla AREA51 Records. Un lavoro graffiante, dissonante, introverso, maleducato come piace al vero istinto. Lo abbiamo conosciuto con i Luminal lo conosciamo meglio ora con il suo nome che basta da solo a motivare le aspettative. Un disco che noi di LoudVision vi raccontiamo brano per brano.

“Caratteri Mobili”, brano per brano

UN BANALE FATTO DI CRONACA. 
Questa me la porto dietro da una decina d’anni, all’epoca provavo a scrivere canzoni piene di cambi ritmici e di tonalità, poi con l’età ho imparato a desistere. Un uomo e una donna hanno una relazione malsana e alla fine lui la uccide, tutto piuttosto televisivo e superficiale, in questo caso la telecamera è nella testa dell’uomo.

NELLA BOCCA DEL LEONE
. Anche questa è vecchiotta, 2009 all’incirca, credo di non poterla più ascoltare senza desiderare di prendere a pugni lo stereo.Voleva essere una canzone d’amore non tradizionale in cui “la colpa non è mia se io non ti amo”. Nella bocca del leone viene da “From The Lions Mouth” disco incredibile dei The Sound.

ANDIAMOCENE A TAIWAN. 
L’unico brano “recente” dell’EP, è una specie di allucinazione romantica con ritorno alla realtà nel finale. Quando l’ho scritta mi vergognavo all’idea di farla in pubblico. Taiwan è un posto a caso messo lì per atmosfera e per esigenze ritmiche. Il senso come sempre è: “andiamocene lontano da qui, non importa dove”.

COS’ERA CHE VOLEVO DIRE?
 Quando l’ho scritta probabilmente ascoltavo parecchio i Radiohead di “My iron lung”, anche se in alcuni punti mi ricorda invece Bennato (meh). Detesto il fatto di di aver messo due volte “sai” nella prima strofa ma era necessario e alle volte bisogna arrendersi all’ovvio. Forse è il mio brano preferito. Non ho intenzione di dirvi di cosa “parla” visto che si tratta di cose personali, e in ogni caso le canzoni non parlano e anche se parlassero occuparvi di questo genere di cose è il vostro lavoro. BUON DIVERTIMENTO.

1984
 Ho sempre evitato di registrarla per paura di rovinarla. È nata su un terrazzo che dava sul mare, ascoltavo molto i Sonic Youth e Neil Young, avrò avuto vent’anni ed ero in una fase abbastanza psichedelica in cui credevo di essere in grado di scrivere canzoni immortali che trattassero della nascita e della morte.

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