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Carmen Consoli, è magia al Teatro Metropolitan di Catania: report live e scaletta

Carmen ricordati sempre che chi non accetta non merita“. Mi piace partire da qui, da una frase della nonna che la cantantessa siciliana ricorda con affetto (con particolare riferimento ad aneddoti di pranzi e cene dalla nonna, e di quel “polpettone” che non era mai abbastanza). Del resto, si sa, le nonne amano coccolare i propri nipoti. I loro consigli sono gioielli preziosi che vanno custoditi gelosamente,  filosofie di vita da portare sempre con sé.

Ieri, 25 febbraio, in occasione della sua terzultima tappa del tour teatrale che la vede impegnata dal mese di gennaio, Carmen Consoli ha voluto condividere questa “lezione di vita” con la platea del Teatro Metropolitan di Catania. Dimostrazione di come, nonostante sia passato tanto tempo dal suo esordio nel mondo della musica (iniziato 20 anni fa) , e l’attuale successo meritato nel corso della sua carriera artistica, la cantante è rimasta la Carmen di sempre. La Carmen Consoli della sua “raggiante” Catania, quel paradiso terrestre dove adora rifugiarsi nella vita quotidiana.

Lo spettacolo inizia poco dopo le 21.00. Facciamo subito un salto nel passato con”Sud Est” (contenuto nell’album Elettra). Carmen indossa una camicetta rossa e una gonna nera di pelle a vita alta, e in pochi secondi riscalda l’atmosfera del teatro a ritmo della sua fedele compagna di vita, la chitarra. Alla sue spalle un sipario che si apre sulle note di “Pioggia d’Aprile“.

L’artista è la conferma di come il talento e la determinazione ripaghino con il tempo. Ebbene non possiamo non ammirare l’immutata semplicità e nobiltà d’animo che traspare dalle sue canzoni, e che apprezziamo specialmente in contesti così intimi come quello teatrale. Senza dubbio, Carmen Consoli è maturata tantissimo, ma il rapporto con il suo pubblico è rimasto sempre lo stesso: protettivo, speciale. Tra l’altro, l’artista ha di recente conosciuto la gioia di diventar mamma.

Lo show prosegue con “Pendio dell’Abbandono” (brano realizzato con l’amico e collega Goran Bregovic), tocca poi a “Mandaci una Cartolina“, arrivando a uno dei suoi più noti successi “Fiori D’Arancio“. Dopo la bellissima “Ottobre“, è il turno di un altro immancabile classico “L’Ultimo Bacio” (colonna sonora dell’omonimo film di Muccino). La voce di Carmen è accompagnata dal pubblico, nostalgico e desideroso da tempo di poterla riascoltare dal vivo. Stessa sorte per “In Bianco E Nero“, un altro prezioso regalo che la cantautrice ha fatto alla musica. Sarebbe bello fermare il tempo per poter assaporare il più possibile questa carica d’energia che pochi artisti come Carmen riescono a infonderci. Non poteva mancare, ma c’era da aspettarselo, la battuta sulle unioni civili (proprio ieri Senato ha approvato la fiducia sul maxiemendamento). Ma il pubblico non si espone in merito, ed evidentemente vuole solo godersi la serata musicale.

Un’altra bellissima ed emozionante canzone, degna di nota, è “Guarda L’Alba“. Carmen canta “già vedo gli occhi di mio figlio, i suoi giocattoli per casa“, ed è impossibile rimanere impassivi a questo incanto. La cantautrice si distingue anche per quell’immancabile ironia che caratterizza alcuni dei suoi avvincenti testi come in “AAA Cercasi” (in tal caso con accenno alla meritocrazia italiana). Un’artista come Carmen non poteva tralasciare un tema così importante e discusso come quello dell’immigrazione e trova il suo sfogo in “La Notte Più Lunga” (tratto dal suo ultimo album). Segue poi “Perturbazione Atlantica” per poi rituffarsi nel passato con una meravigliosa “Venere“. Prima di proseguire con la seconda parte del concerto, ci godiamo l’affascinante suono del tamburello della percussionista Valentina Ferraiuolo, giusto per respirare ancor di più l’aria di casa.

Sulle note del pianoforte di Elena Guerriero, riappare Carmen che canta “Non Volermi Male“. A seguire “Amore di Plastica” e “Oceni Deserti“. Nonostante ci avviamo verso la fine, ci sentiamo ancora carichi. Ormai siamo in completa armonia con l’artista. E ancora, è il turno di un altro bellissimo brano “Orfeo“, per poi passare alla recente “Sintonia Imperfetta“. Raggiungiamo l’apice della felicità con “Parole di Burro” e “Geisha“, brano graffiante dove viene fuori la sua anima rock. Prima di passare al brano successivo, Carmen ci intrattiene con un episodio accaduto durante la sua gravidanza ricordando con simpatia una delle peculiarità che caratterizzano le realtà dei paesini del sud: gli sguardi indiscreti dei passanti e il tipico chiacchericcio.

A Finestra” (brano cantato in dialetto siciliano) è uno dei momenti più attesi, e anche divertenti, della serata. Dopo un fittizio saluto al pubblico che annuncia la fine del concerto, restiamo seduti tranquillamente ai nostri posti: non ce la siamo bevuta. Carmen Consoli e la sua band è di ritorno per il bis:”Questa Piccola Magia“. Al termine della performance,  la serata sembra veramente conclusa: l’artista presenta i musicisti e riceve un mazzo di fiori dalla platea. Le luci si accendono e questa volta siamo un pochino più convinti di abbandonare la sala. Dalla platea affiorano ancora voci che sollecitano la cantantessa a ritornare sul palco per un secondo bis. Ed eccoli accontentati. In effetti, sentivamo una mancanza non indifferente, “Confusa E Felice“.

Si chiude così una delle tappe più belle del tour teatrale di Carmen Consoli. D’altronde, casa è pur sempre casa. E’ quel posto nel mondo dove possiamo esprimerci al meglio, sentendoci coccolati. Quel posto dove non può mancare una meritatissima standing ovation.

 

La scaletta della serata:

Sud Est
San Valentino
Pioggia d’aprile
Pendio dell’abbandono
Mandaci una cartolina
Fiori d’arancio
Ottobre
L’ultimo bacio
In bianco e nero
Guarda l’alba
AAA Cercasi
L’eccezione
La notte più lunga
Perturbazione Atlantica
Venere

Non volermi male
Amore di plastica
Oceani deserti
Orfeo
Sintonia Imperfetta
Parole di Burro
Geisha
A’ Finestra

Bis: Questa piccola Magia
2° Bis: Confusa E Felice

 

Foto: Fotogallery – L’Abitudine di Tornare Tour 2015 a Milano

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