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Cascata di suoni

La definizione è ELECTRO POP ROCK.
Di elettronico, però, i Trans Am, come hanno dimostrato durante il loro concerto al Circolo Magnolia di Segrate, hanno ben poco. La trance ha completamente abbandonato le loro corde, e di concerti estatici come quello al Cox 18 del 2004 non resta più traccia. C’è molto da dire anche su chi ancora li paragona ai New Order o ai Krafwerk. I Trans Am hanno completato la loro metamorfosi, iniziata circa dieci anni fa con “Red Line”, e ora suonano rock. E anche abbastanza arrabbiato.

Al Magnolia, la band si è esibita in suono a cascata, con pezzi tutti strumentali e per lo più molto veloci, scanditi dalla batteria di precisione perfetta e velocità folle di Thompson. Basso estremamente distorto e chitarra che punteggia assoli su assoli.
Le ritmiche sono possenti e trascinanti. A differenza che nell’album, “Thing”, la sensazione è più calda, seppure sempre impeccabile: l’esecuzione è sopra a tutto.
Il concerto è fato a scatole cinesi. Un brano sfuma nel seguente, le pause sono poche, la logica con cui si sussegue la scaletta è ferrea. Perfetto. Impeccabile. A volte, a causa di tutta questa perfezione e della monoliticità, è vero, ci si parla un po’ addosso e si ride e si salta un po’ meno.

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