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    Caso

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“Naufrago dentro un rettangolo di pavimento”

Una chitarra acustica, un’armonica ed una voce. Sono questi i tre elementi di cui ha bisogno la musica del caso, a.k.a. Andrea Casali, ragazzotto bergamasco dal passato hardcore.

Il secondo lavoro dell’artista si spinge verso atmosfere folk ed intimiste, un po’ alla Vasco Brondi (Le Luci Della Centrale Elettrica), forse, ma più rustiche e genuine; a testimoniare tale dettaglio è il voler rompere la quarta parete, quella che lo dividerebbe dal pubblico stesso.

È meglio aprirsi come un diario per condividere le proprie esperienze: parlare in modo immediato, ciò che viene espresso fin dall’apertura con “Primo Discorso Diretto”.
Nove tracce di puri pensieri amari scrollati dalla mente tramite lo spartito.

Le tematiche affrontate da Caso sono terra terra, esenti da qualsiasi pretesa di megalomania o divismo. Di fatto, l’obiettivo che pare voler essere raggiunto è la completa immedesimazione nelle vicende da parte di chi ascolta. “Balena Bianca” – citazione letteraria evidente – racchiude il massimo grado di amarezza: “Comincio tutto e lascio a metà.”

Pro

Contro

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