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    Cataract

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Un passo alla volta

Dopo “Kingdom” del 2006, i Cataract dovevano prendere una decisione, una direzione verso la quale muovere i propri passi. A distanza di due anni, esce “Cataract” e si capisce subito che, per quanto questi svedesi rimangano sempre ben aggrappati a quelle sonorità con cui li abbiamo conosciuti, thrash e death, si può notare che in questo capitolo della loro discografia abbiano cercato di dare una piccola svolta alle loro composizioni. Anche grazie al bagaglio tecnico e compositivo portato dall’entrata nella band dell’ ex Disparged, Tim Kuzmic, i Cataract arricchiscono la loro proposta musicale con una ventata di metal core, che potrebbe essere paragonata ad una versione più “tecnica” e meno grezza degli Hatebreed, a tratti contaminata da quel thrash slayerano rivisitato in chiave moderna (The Haunted, per intenderci). Tutto funziona perfettamente all’interno della concezione musicale dei Nostri: chitarre che macinano riff ben alternati tra parti tirate e i tanto usati/abusati breakdown, che non sfigurerebbero su un disco dei Despised Icon, sezione ritmica precisa e incalzante, il tutto supportato da una voce che, ancora una volta, richiama alla mente gli Hatebreed. In definitiva, un buon disco, un passo in avanti nella carriera di una band che, senza proclamarsi come baluardi innovatori del genere, ci hanno consegnato un disco sincero, ben suonato e a tratti davvero coinvolgente.

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