Home > Recensioni > Cattivissimo Me 3

La serie del cattivissimo Gru cominciata nel 2010 arriva al terzo episodio (escluso lo spin-off “Minions”) con Gru che non è più cattivissimo, né cattivone, né cattivello. Semplicemente è buono. Ma titolo che vince non si cambia, quindi a agosto nelle nostre sale, dopo il passaggio al Giffoni Film Festival, arriverà “Cattivissimo me 3”, che ci fa quanto meno la grazia di risparmiarci imbarazzanti sotto-titoli per bambini deficienti.

Se nei primi due film il calvo genio del male Gru è stato rabbonito dall’incontro con tre orfanelle adorabili che ha adottato, Margo, Edith e Agnes, e dall’agente segreta che ha sposato, Lucy Wilde, il Male torna a tentarlo, questa volta nelle fattezze del gemello perduto Dru, ricco ereditieri con tutta l’intenzione e tutte le risorse per mettere a segno il furto del secolo. E se il furto è ai danni, a sua volta, di un ladro, la coscienza di Gru è a posto. I due gemelli appena ritrovati ruberanno infatti un grosso diamante al malvagio Balthazar Bratt, meteora televisiva degli anni ‘80 (con spalline appuntite e tutto l’assortimento) riciclatosi terrorista come il personaggio che interpretava da bambino.

Nessuna sorpresa da questo terzo episodio, di natura televisiva come ormai quasi tutte le interminabili saghe d’animazione dall’incasso facile al botteghino. A differenza di molte altre, però, di “Cattivissimo me” non è ancora sbiadito l’umorismo, forte della comicità rodata dei protagonisti Steve Carell (che si sdoppia per Gru e Dru) e Kristen Wiig e dell’antagonista Bratt cui presta la voce Trey Parker (il creatore di “South Park”). Tanto fanno anche l’effetto nostalgia anni ‘80 e, ovviamente, i Minions. Come da pigrissima tradizione i pagliaccetti gialli che hanno fatto la fortuna del loro creatore e regista Pierre Coffin divorano gran parte della durata del film ma seguendo una sottotrama completamente scollegata. Il loro pasticcio di lingue e le loro scombinate interpretazioni musicali pop sono di sicuro appeal, e dell’uniformità narrativa del film possono altamente disinteressarsi.

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Contro

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