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Ce l’ho più lungo io!

Ore 19:30. Il tempo di arrivare alla cassa accrediti dell’Atlantico che, con una precisione svizzera, si cominciano già a percepire indistinte note provenire dall’interno del palazzetto. Sono i Trick Or Treat, band tutta italica della cui esistenza, a dir la verità, non ero al corrente (né tantomeno della loro partecipazione al concerto). Me tapino, il gruppo modenese infatti si dimostra una graditissima sorpresa e con il suo heavy metal dalle tinte facete e scherzose riesce a calcare il palco con grande disinvoltura, scherzando e dialogando in continuazione con il pubblico che sembra rispondere con molto calore e molta partecipazione. Degno di nota lo strabiliante assolo di stampo classicheggiante del bassista Leone Villani Conti, che ha gettato una sorta di guanto di sfida all’ultimo assolo ai membri delle altre band della serata, iniziando un leitmotiv di altissima caratura tecnica che ha sfiorato però più volte il mero e stucchevole lato circense.

Il tempo di una birra e un pacchetto di patatine e gli Stratovarius fanno il loro ingresso sul palco. Kotipelto ci rassicura immediatamente sulle sue condizioni di salute, che nonostante siano ancora precarie non gli hanno impedito di essere con noi questa sera. Purtroppo però la condizione vocale non felicissima del frontman finnico balza sin dalle prime note del brano d’apertura, “Hunting High And Low”, alle orecchie di tutti i presenti che notano un Kotipelto con il freno tirato e con pochissima voce, seppur con tanta voglia ed entusiasmo.
Questa tegola condiziona inevitabilmente la prestazione della band, abbastanza impeccabile dal punto di vista tecnico strumentale ma un po’ meno dal punto di vista dell’alchimia e della compattezza del suono. Ottima la scaletta che, benché non ascoltassi quasi nulla del gruppo da quando io e l’acne eravamo una cosa sola, ci ha regalato molti classici che con mia sorpresa ho anche canticchiato.

Ma è il tempo del gruppo principale della serata, gli Helloween, che dopo un lungo cambio palco e dopo che la giusta atmosfera cala all’interno del palazzetto entrano in scena preceduti dalle note di “For Those About To Rock” degli AC/DC. L’ultimo singolo “Are You Metal?”, estratto dall’ultimo album in studio “7 Sinners”, apre le danze. L’Atlantico è ormai quasi gremito. Le zucche sembrano in gran forma e Andi Deris è particolarmente vispo e socievole, non smetterà mai infatti di interagire con il pubblico, coinvolgendolo in cori e in altri divertenti siparietti. La scaletta alterna grandissimi classici, quelli dei due “Keeper” ovviamente, accolti con grandissimo entusiasmo dalla platea romana, a brani del nuovo disco, pochissimi gli episodi tratti dai restanti album. Ottima la prestazione di tutti i musicisti, da segnalare il gran lavoro dietro alle pelli di Daniel Loeble, una vera e propria macchina da guerra umana, e la gran classe di un chitarrista come Michael Weikath, musicista abile ed esperto e soprattutto mai esagerato. Gli Helloween hanno una gran voglia di suonare, cosa molto difficile da riscontrare in band dalla lunga carriera come la loro, e la lunga setlist, con molti brani trascinati per lunghissimi minuti, ne è una chiara testimonianza. Ben due bis concludono lo show, “Ride The Sky” e “Dr.Stein”, che mettono ufficialmente la parola fine ad una lunghissima e divertente serata.

Stratovarius

Hunting High And Low
Speed Of Light
Stratosphere
Twilight Symphony
Phoenix
Bass Solo
Guitar Solo
The Kiss Of Judas
Forever
Paradise
Black Diamond

Helloween

Are You Metal
Eagle Fly free
March Of Time
Guitar Solo
Where The Sinners Go
World Of Fantasy
Drum Solo
I’m Alive
Forever And One (Neverland)
A Handful Pain
Keeper Of The Seven Keys/The King For A 1000 Years/Halloween
I Want Out

Ride The Sky
Future World

Dr.Stein

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