Home > Zoom > Celebration

Celebration

Time goes by so slowly. Era il 1983. L’anno di “Billie Jane”, di “Synchronicity”, del debutto degli A-Ah e degli Europe. Di “Flashdance”, con la sua colonna sonora, e dei Righeira, con il loro ciuffo di panna montata. E, oltre ad essere l’anno di tanti altri debutti e successi, il 1983 era l’anno di “Everybody”, il primo singolo di Madonna. Che, sempre nel 1983, era poco più di una ragazza di paese, piuttosto rotonda e piuttosto determinata, in cerca di fortuna.

Sono passati ventisette anni da quel 1983. Michael Jackson è morto, i Police non esistono più, gli A-Ah cercano di combattere contro il tempo e gli Europe sono diventati un gruppo di nicchia per nostalgici capelloni. Di “Flashdance” sono rimasti un paio di scaldamuscoli patinati dal tempo e i Righeira, beh, loro ce li siamo proprio dimenticati.

Madonna, invece, non ha perso un colpo, solo qualche chilo. Una vita sulla cresta dell’onda. Anzi, una vita over the top. Una carriera musicale coperta sempre di più dai fronzoli del business. Sono stati i pizzi e merletti degli ’80, i tabù infranti e le provocazioni audaci dei ’90, la crisi mistica del nuovo millennio a mediare tra la poca sostanza musicale e l’abbondanza comunicativa. È stata la capacità di essere leader come e dove ce ne era bisogno a fare di Madonna l’idolo delle masse, delle generazioni a confronto. Sempre e comunque alla ricerca del pop-trash.

Madonna è la proiezione di se stessa in ciò che ancora deve avvenire. È un personaggio in cerca d’autore. O meglio, è il personaggio in cerca d’autore e contemporaneamente è lo sceneggiatore che scrive i copioni e il regista che dirige gli attori. E le trentasei canzoni contenute in “Celebration”, il terzo best of di casa Ciccone appena uscito per Warner, non fanno altro che sancire definitivamente il ruolo di Madonna come business woman del music business.

Holiday, Celebrate!

Scroll To Top