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Sanremo 2012: Celentano shock

C’è l’aria secca qua…”. E mentre lo dice si avvicina al pianoforte perché li c’è il suo bicchiere. I sorsi d’acqua riempiono le pause, unici spazi di quiete tra le parole dure che hanno scatenato il putiferio.

Adriano Celentano, nel suo impermeabile scuro, occupa il palco dell’Ariston per quasi 50 minuti e fa incazzare tutti. Si scaglia contro i preti perché non parlano mai del Paradiso, auspica la chiusura dei giornali “Famiglia Cristiana” e “Avvenire”, se la prende con il giornalista Aldo Grasso e bacchetta la Consulta per aver ignorato la sovranità popolare. In questo lunghissimo intervento ci dà dentro con la religione, la politica, il sociale e chiama l’applauso ricordando che il popolo è sovrano.
I vertici RAI non gradiscono – del resto ce n’è anche per loro – e forse cominciano a pensare che avrebbero potuto spendere in maniera diversa quei 350.000 euro destinati al molleggiato.

Il ritmo è soporifero. I tempi dilatati raccontano di moviolistiche sferzate. “Io mi ricordo quando ero giovane…” non è frase che possa spezzare l’inerzia del momento ma solo la celebrazione della noia, spalmata su un’ora che sembrano due, senza lo straccio di un’idea.

Ma è davvero tutto da buttare nell’intervento del ragazzo della via Gluck? Giova ricordare che Celentano, oltre a parlare, ha anche cantato e neanche poco, dispensando piccoli assaggi del piatto tipico: il ballo dinoccolato. Si è infervorato sulla misteriosa cancellazione dei treni notte, che ha buttato per strada centinaia di dipendenti e messo in difficoltà milioni di italiani. E quel che più conta, ha fatto uno share pazzesco: 48,51 %!

E i cantanti? Non l’hanno presa bene. Del resto, come avrebbero potuto? Il perché lo spiega Rocco Papaleo: “Madonna com’è stato geniale Celentano ad aver ospitato Sanremo nel suo show!”. Mai come in questo caso, la città dei fiori mostra la resa della musica, retrocessa da regina ad alfiere di uno scacchiere troppo affollato, infarcito di contenuti che cancellano dalla kermesse più importante d’Italia i connotati di competizione canora.

Quest’anno i veri ospiti sono i cantanti. Se è un bene o un male, giudicate voi.

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